Ravenna, moschea. Ancisi (Lpr): "Carte scoperte e garanzie certe"

Ravenna, moschea. Ancisi (Lpr): "Carte scoperte e garanzie certe"

Sono da sempre convinto che l'opposizione, sia essa partitica o politica oppure civile, com'è l'opposizione di Lista per Ravenna ad una "grande moschea alle Bassette", si debba fare con piena cognizione di causa, chiarezza d'intenti, capacità professionale di azione, e non commentando a soggetto quello che si legge la mattina sui giornali, limitandosi, come cuculi, a deporre le proprie uova nel nido altrui. Sul "nuovo" progetto di moschea alle Bassette si sono sparate, da ogni parte, sentenze, senza porsi il problema, al di là delle due cifre fornite dagli interessati e delle loro dichiarazioni aggiuntive scritte in un comunicato o dettate per telefono, quali ne siano l'identità e i contenuti effettivi.

 

Sono stato io, e nessun altro, a rivelare, anche visivamente, assumendomene ogni responsabilità, quale fosse il progetto preliminare da 1.500 metri quadrati, imponendone la discussione aperta, alla luce del sole, prima che si cominciasse a realizzarlo, e mobilitando la città su una proposta seria di referendum che ha messo in crisi l'apparato di governo del potere locale. L'unica cosa certa, oggi, è che il progetto presentato per ottenere il permesso di costruzione è la metà di quello originario. La soddisfazione per un primo risultato raggiunto si ferma qui. La nostra opposizione al progetto non si è ritirata in buon ordine e non è stata neppure sospesa, salvo il fatto che il quesito proposto per il referendum, riguardante il progetto da 1.500 metri quadrati, non può, ovviamente, essere portato avanti. Decideremo se e come riformularlo alla luce dell'esame del "nuovo" progetto, ma non sui dettagli, bensì sulla sostanza, che, a quanto finora si è potuto capire, è tutt'altro che accettabile.

 

Riguardo all'ipotesi di referendum, due sono i macigni che devono essere rimossi dalla sua strada.

1)                 La dimensione del progetto è quella massima realizzabile, oggi e in futuro, oppure è solo la prima metà di quello che si vorrebbe costruire? Sembra che il progetto sia addirittura lo stesso inizialmente presentato come preliminare, da cui è stata stralciata, in via dichiaratamente provvisoria, una parte del Centro di cultura e studi islamici della Romagna; e che sia rimasta intatta la moschea da 560 mq, giocando furbescamente sulla dizione "sala da preghiera" da 400 mq, che, ovviamente, è la parte principale della moschea ma non la sola, potendo peraltro aggiungersi anche la sua sopraelevazione. Lo vedremo, ma deve essere scritto e vincolante che, su quel terreno, la parte costruita a servizio del culto islamico non potrà superare la metà dell'intera superficie utile.

 

2)                 Quanti fedeli potrà ospitare la sala da preghiera? Si sparge sottobanco la voce che siano non più di 200, ipotesi ragionevole per le dimensioni della comunità islamica locale praticante, che io stesso avevo formulato. Ma dev'essere scritto e vincolante anche questo. Mentre, dalle prime verifiche tecniche, nulla sembra vietare che possano essere anche più di 700.

 

La differenza tra queste due "garanzie" e nessuna garanzia è tra il diritto della comunità islamica locale di avere un proprio luogo di culto e la pretesa di costruire a Ravenna una "cattedrale" dell'islamismo di attrazione più che regionale, quale finora si è potuto costruire solo a Roma e Catania, nel centro sud, ma non nel centro nord: quello che non si è potuto costruire a Bologna e non si riesce a costruire (peraltro per ragioni di sicurezza drammaticamente emerse) a Milano. Su questa differenza si gioca che la proposta di referendum proceda. Il sindaco sa come fare perché le "garanzie" siano date e non solo spacciate. Non pretendiamo di possedere la scaltrezza di un levantino, ma abbiamo perso l'ingenuità dei bambini, mentre dalle parti di Lista per Ravenna nisciuno è fesso.

 

Risolto questo problema, resta il luogo infelice dell'area industriale-artigianale Bassette, contro il quale ci batteremo, non solo perché è vietato di farlo col referendum, con un'altra forte iniziativa, non mancando di proporre dove la moschea da 740 metri quadrati e 200 fedeli, tutto compreso, possa essere felicemente trasferita.

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