Ravenna, moschea. Ancisi (LpR): "E' il sindaco che se la dorme"

Ravenna, moschea. Ancisi (LpR): "E' il sindaco che se la dorme"

RAVENNA - "Mi dispiace per il sindaco Matteucci, ma sulla moschea è più facile che "se la dorma" lui. Lo sveglierò con gli appropriati richiami di statuto e regolamento o di legge, strumenti che non è avvezzo a maneggiare. Preciserò, quindi, con chiarezza, in ordine logico prioritario, le azioni che intendo svolgere riguardo all'oggetto".

 

E' la piccante replica di Alvaro Ancisi, capogruppo in Consiglio Comunale di Lista per Ravenna, sul tema moschea.

 

"Ad evitare ulteriori confusioni da parte del sindaco - dice Ancisi - preciso che per moschea intendo non già una sala di preghiera o un generico edificio di culto, mai messi in discussione, bensì l'edificio di culto islamico nella forma canonica dell'architettura arabo-musulmana, qual è stato concepito per l'insediamento nell'area artigianale Bassette. L'altro elemento su cui insisto è che tale edificio, ovunque collocato e comunque progettato, dovrebbe essere, per dimensioni e fruibilità, a misura della limitata comunità musulmana locale praticante, e non, come appare evidente, di un più ampio bacino anche extraprovinciale, né prestarsi a luogo di ritrovo non solo religioso, ma anche di mobilitazione politica e ideologica".

 

IL REFERENDUM - "è il modo più democratico - dice Ancisi - per far esprimere i cittadini su argomenti di larghissimo interesse locale. Tra le varie forme previste, userò quella più adeguata al caso. Proporrò un quesito chiaro a tutti che superi i divieti posti dallo statuto. Non riguarderà le scelte urbanistiche e nemmeno il permesso di costruire ad esse connesso. Scoprirò le carte quando saranno a punto".

 

IL SONDAGGIO - "Ovviamente - prosegue il capogruppo di LPR - è un'iniziativa subordinata e più limitata rispetto al referendum. Dovrà essere quello previsto dallo statuto e dal regolamento, quindi "indetto dal consiglio comunale" e con "la massima pubblicità mediante l'attivazione di una articolata strumentazione informativa". L'esatto contrario di quanto fatto nel 2008, che Matteucci chiama impropriamente "sondaggio", in realtà una "Ricerca multitema sulla percezione della città", fatta esclusivamente per telefono da una società di fiducia del sindaco e per suo conto, senza che il consiglio comunale ne fosse coinvolto e la popolazione adeguatamente informata: insomma, una cosa in famiglia. In tale ricerca, peraltro, la domanda sulla moschea era una su un'ottantina è ed è stata viziata, nella sua articolazione e quindi nelle risposte, dal fatto che allora si discuteva pubblicamente della scelta di Matteucci - che siamo poi riusciti a fargli rimangiare - di concedere per la moschea un'area di proprietà comunale. Se il sindaco è così sicuro che una larga maggioranza di cittadini ravennati sia favorevole a questa moschea, su 3.800 metri quadrati, nelle Bassette, sarà felice di accettare, quanto meno, un sondaggio che lo certifichi svolto con le garanzie poste dallo statuto comunale".

 

L'INTERVENTO DEL GOVERNO NAZIONALE - "La legge - dice ancora Ancisi - consente che il Governo annulli, seguendo la procedura richiesta, gli atti dei Comuni viziati da illegittimità. È un fatto ovviamente eccezionale, che può avvenire solamente "a tutela dell'unità dell'ordinamento". Credo che, se i Comuni si mettono a fare moschee a ruota libera, anche dove contrastano vistosamente con i caratteri e le finalità dei luoghi e anche dove si pongono maggiori rischi per la sicurezza in conseguenza della prossimità a siti produttivi sensibili, a impianti chimici, ecc., le ragioni per proporre il tema esistano. Sarà poi mia cura individuare negli atti finora adottati le puntuali ipotesi di illegittimità compiute e sottoporle alla valutazione del Governo. Insomma, si dia tempo al tempo e fiducia alla lucidità del sottoscritto. Ogni casella andrà al posto giusto".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -