Ravenna, moschea. Forte (Lega Nord): "No, anche se in forma ridotta"

Ravenna, moschea. Forte (Lega Nord): "No, anche se in forma ridotta"

La notizia di un accordo circa la costruzione di una moschea, anche se  in scala ridotta, a Ravenna scatena l'opposizione della Lega Nord. Il Carroccio ravennate precisa di non avere "nulla ha a che vedere con questo accordo osteggiato dalla maggior parte dei cittadini ravennati". I cittadini, sostiene la Lega, "non disquisiscono sulle caratteristiche architettoniche dell'eventuale moschea o sulla sua metratura o sulla presenza o meno di un minareto, i ravennati non vogliono la moschea e basta, né piccola (come vorrebbe il PDL ) né grande come vorrebbe il sindaco".


"Le moschee sono luoghi di un culto non riconosciuto dallo Stato Italiano e difficilmente riconoscibile - è la tesi della Lega Nord - visto che sarebbe in palese violazione dell'Art. 8 della Costituzione "Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano". La poligamia, la discriminazione nei confronti delle donne e l'incitazione a sterminare o sottomettere gli infedeli, fortunatamente sono, almeno ad oggi, ancora violazioni dell'ordinamento giuridico italiano e quindi la religione islamica non deve avere luoghi di culto ove predicare le aberrazioni di cui sopra".


"Se comunque il PDL gioisce per la costruzione di una mosche piccola - chiosa in conclusione Gianluigi Forte, segretario provinciale della Lega Nord di Ravenna -, bella e senza minareto noi ribadiamo, come Lega Nord, l'assoluta contrarietà a questo accordo e confermiamo che ci batteremo, utilizzando tutti i metodi leciti a nostra disposizione, per impedire la costruzione di una moschea piccola o grande che sia a Ravenna".

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