Ravenna, nasce asse Pdl-Ancisi in chiave anti-Matteucci

Ravenna, nasce asse Pdl-Ancisi in chiave anti-Matteucci

Alvaro Ancisi

RAVENNA - Sull'onda della vicenda del Consorzio dei servizi sociali, dopo mesi di polemiche aspre, il fronte dell'opposizione in Comune a Ravenna si ricompatta. Lo hanno annunciato martedì, in una conferenza stampa, i capigruppo Fi-Pdl, An-Pdl e Lpr, Eugenio Costa, Sergio Covato e Alvaro Ancisi, spiegando senza troppi giri di parole che il 'pasticciaccio' del Consorzio e' un'occasione troppo ghiotta per non essere colta in vista delle prossime elezioni amministrative.

 

Pur di non cadere nella trappola del 'divide et impera' tesa (piu' o meno consapevolmente) dal sindaco, Fabrizio Matteucci, quando a maggio ha sponsorizzato il nome di Ancisi per la presidenza della commissione di indagine (fatto che aveva scatenato l'ira del Pdl), ora le minoranze di Palazzo Merlato sono pronte ad archiviare tutti i dissapori e a coagularsi attorno al tema dei servizi sociali che, come dice Ancisi, "e' la misura degli errori che questa maggioranza dovra' pagare".

 

La prima mossa e' in programma per giovedi' prossimo, quando, durante la seconda seduta di Consiglio comunale dedicata agli esiti della commissione d'indagine sul Consorzio, Fi-Pdl, An-Pdl e Lpr, piu' il consigliere Gianfranco Spadoni, presenteranno un ordine del giorno in cui chiedono "le dimissioni del sindaco con la conseguente decadenza del direttore generale". In allegato all'odg ci sara' un'unica relazione sul lavoro della commissione d'indagine, firmata dai quattro capigruppo di minoranza.

 

"Si tratta di una decisione che e' scaturita lunedì sera dopo un incontro tra le forze d'opposizione-

spiega Costa- la consapevolezza di trovarci di fronte a un momento delicato, in vista delle prossime elezioni, ci ha portato a mettere da parte divisioni. Ci troviamo a marciare uniti su questa che e' una battaglia di verita'". Il 'leitmotiv' ormai e' uno: "L'amministrazione non poteva non sapere". Lo ribadiscono all'unisono, questa volta, Costa, Ancisi e Covato.

 

E a quanto riferisce il capogruppo Fi-Pdl, lo avrebbe confermato lo stesso ex direttore del Consorzio, Carlo Savorelli, il quale, nella seconda riunione della commissione d'indagine, "ha fatto un'ammissione: gli enti soci sapevano del buco e del trascinamento delle fatture", dice Costa. Ora, dunque, "non pensiamo che un sindaco si debba dimettere solo di fronte ad appropriazioni indebite.

 

Qui ci sono omissioni di controllo, c'e' la designazione di tutto l'establishment", prosegue Costa. Insomma, ce n'e' abbastanza perche' Matteucci rassegni le dimissioni. Anzi, secondo Ancisi si tratta di "un atto di responsabilita' verso i cittadini". A questo punto, il voto di giovedi' prossimo sulla relazione del presidente della commissione d'indagine, integrata con quella del Pdl, si tradurra' anche in un voto contro o a favore delle dimissioni del sindaco. (Dire)

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