Ravenna, nigeriana morta. L'assessore: "Non riusciamo ad aiutare più tutti"

Ravenna, nigeriana morta. L'assessore: "Non riusciamo ad aiutare più tutti"

Ravenna, nigeriana morta. L'assessore: "Non riusciamo ad aiutare più tutti"

RAVENNA - Continua a far discutere la morte della madre nigeriana, Augustina Chioma Ononiwu Mc Ki, vittima del degrado e del freddo. Dice Pericle Stoppa, assessore ai servizi sociali: "Mi ha arrecato profondo dolore, accentuato dal fatto che il tragico episodio potrebbe essere dipeso dall'avere riscaldato l'abitazione con mezzi di fortuna. Nel caso concreto, l'ASP spiegherà che la situazione non è addebitabile a carenze dei Servizi sociali".

 

E ancora: "Tuttavia non dobbiamo nasconderci che oggi il sistema del welfare, nel suo complesso, non è in grado di far fronte a tutte le spese necessarie per garantire una vita decorosa alle famiglie.

E' un problema aggravatosi negli ultimi anni per l'aumento delle famiglie indigenti, cui il welfare non ha potuto rispondere con un analogo aumento di risorse. Anzi, se il Comune di Ravenna, sia pure tra mille difficoltà, qualche risorsa aggiuntiva è riuscito a metterla in campo, i trasferimenti dello Stato destinati alla spesa sociale si sono addirittura ridotti; ma non voglio approfondire questo tema oggi, di fronte a una tragedia".

 

"In questo quadro drammatico, in cui disgrazie simili a questa accadono in varie parti del Paese, e potrebbero capitare in ogni comune, responsabilità vorrebbe che le forze politiche facessero fronte comune per fronteggiare l'emergenza. Non intendo perciò partecipare al gioco delle scaricabarile; contesto però che la sincerità del cordoglio dipenda da una dichiarazione alla stampa, tanto più se, come nel caso del consigliere Costa, esso si confonde con la strumentalizzazione politica".

 

Ad infiammare la polemica è anche il sindacato dei Cobas di Ravenna: "Se sei povero ed immigrato sei invisibile pure nel "ricco" nord est amministrato dalle giunte di centrosinistra. Un'immigrata nigeriana di 38 anni è morta nel suo appartamento gestito da Acer in via Gulli a Ravenna. Se, come sembra, sia morta per intossicazione da monossido di carbonio causato da un braciere, i responsabili sono le istituzioni che l'hanno abbandonata a se stessa".

 

Attacco anche per "Hera che aveva piombato il contatore del gas perchè l'immigrata non riusciva a pagare le bollette, e poi anche l'Asp (ex Consorzio dei servizi sociali) che gli ha negato il sostegno economico lasciandola da sola con 2 bambine di 10 anni. Questa morte pesa sulla coscienza di questa Amministrazione comunale i cui responsabili devono pagare il massimo della pena per quest'omicidio e farsi carico immediatamente delle due bambine rimaste sole".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di gerry
    gerry

    Mi aspettavo che anche su questa notizia qualche abituale commentatore esprimesse il suo parere...Evidentemente una donna di colore che muore di freddo è una non notizia......che bella società....

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