Ravenna non dimentica: 23 anni fa la tragedia della Mecnavi

Ravenna non dimentica: 23 anni fa la tragedia della Mecnavi

Ravenna non dimentica: 23 anni fa la tragedia della Mecnavi

RAVENNA - Filippo Argnani, Marcello Cacciatori, Alessandro Centioni, Gianni Cortini, Massimo Foschi, Marco Gaudenzi, Domenico Lapolla, Moahmed Mosad, Vincenzo Padua, Onofrio Piegari, Massimo Romeo, Antonio Sansovini, Paolo Seconi. Questi i nomi dei tredici lavoratori che 23 anni fa, il 13 marzo 1987, persero la vita nei cantieri della Mecnavi. Il sindaco Matteucci: "Oggi li ricordiamo uno per uno, in questa giornata il nostro pensiero va a tutti i morti sul lavoro".

 

LA CERIMONIA A BERTINORO CON GIANFRANCO FINI: LA FOTOGALLERY

 

Matteucci ha partecipato alla cerimonia di commemorazione delle vittime che si è tenuta a Bertinoro, alla presenza del primo cittadino Nevio Zaccarelli e del presidente della Camera, Gianfranco Fini.

 

"Facciamo sentire ai loro familiari il nostro affetto. Ai morti di un'altra enorme tragedia: quella dell'elicottero dove, il 25 novembre 1990, persero la vita di nuovo 13 persone. Ricordiamo Luca Vertullo, morto al primo giorno di lavoro. Giovedì scorso ho incontrato sua madre: non esiste un dolore più grande di quello di un genitore che sopravvive al proprio figlio. E' una cosa innaturale perché stravolge il ciclo della vita. Questo dolore diventa ancora più acuto se questo figlio ci è stato strappato per colpa di una cultura sbagliata del lavoro che manda troppo spesso i ragazzi allo sbaraglio. A Luca vogliamo dedicare un luogo della città. Ravenna non vuole dimenticare" ha ancora detto il primo cittadino di Ravenna.

 

"Ogni anno - continua Matteucci - la seconda domenica di ottobre, viene celebrata in tutta Italia la Giornata nazionale delle Vittime del lavoro promossa dall'Anmil. Da quest'anno, nel Comune di Ravenna, questa giornata sarà dedicata al ricordo di tutte le nostre vittime. In particolare quest'anno ricorderò Luca e tutte le morti di bianche di questo nuovo millennio, dal 2000 ad oggi. C'è una frase molto bella di Roberto Benigni: "La cosa più terribile è l'indifferenza di fronte all'orrore. Noi dobbiamo trasformarla in orrore dinnanzi all'indifferenza". In questi anni, insieme a tutte le istituzioni, ai sindacati, alle forze economiche e sociali abbiamo lavorato per dare corpo a quel "mai più" che tutti pronunciammo 23 anni fa, dopo la strage dell'Elisabetta Montanari."

 

"Lo abbiamo fatto pensando, in primo luogo, ai giovani e ai lavoratori precari, che sono i più deboli, i più esposti alla deregulation. Deregulation che in materia di sicurezza, non ammette deroghe neppure davanti alla crisi. Lo abbiamo fatto impegnandoci su vari fronti. Lavorando concretamente perché il rapporto fra mondo del lavoro e mondo della scuola diventasse sempre più stretto. Sempre più intenso. Abbiamo promosso insieme all'Università due corsi di alta formazione in sicurezza per onorare la memoria di Raffaele Rozzi, il giovane ingegnere ravennate che ha perso la vita nel tentativo di salvare i suoi compagni di lavoro".

 

"Quest'anno lo ricorderemo istituendo quattro borse di studio per altrettante tesi di laurea. Due tesi in chimica. Due tesi in Giurisprudenza e con un bando rivolto alle scuole superiori per la stesura di elaborati sul tema della sicurezza. E' importante che i ragazzi crescano nella consapevolezza che un lavoro sicuro è un diritto irrinunciabile. Prima c'è la tutela della salute e della vita. Il profitto viene dopo. Dopo. Dopo, e basta" dice ancora Matteucci.

 

"E non va bene l'idea che è passata in questi anni: una società basata sullo svilimento delle regole e sulla promozione della mediocrità. Tutti vogliamo le regole, purchè siano gli altri a doverle rispettare. Non possiamo essere un Paese così! Le regole vanno rispettate, a partire dai luoghi di lavoro. Abbiamo messo in campo azioni concrete per fare rispettare le leggi sulla sicurezza. Abbiamo deciso di istituire un'aliquota speciale della Polizia Municipale per i controlli nei cantieri: il loro lavoro di controllo ha già dato i primi frutti. Abbiamo un protocollo per la sicurezza al porto. E' uno dei più avanzati d'Italia. Dobbiamo farlo rispettare".

 

"Stiamo mettendo a punto insieme alle altre Istituzioni, ai sindacati e alle categorie economiche - prosegue il sindaco - un nuovo protocollo per gli appalti, pubblici e privati. Vogliamo individuare buone prassi e strumenti concreti che rendano le leggi più efficaci, che rappresentino un valore aggiunto e condiviso rispetto alla legge. Queste sono tre azioni concrete. Una parte del nostro impegno. So bene che il problema è molto profondo".

 

"La battaglia contro gli infortuni e le malattie professionali - ha detto il Presidente Napolitano - può essere vinta con una sempre più solida cultura della sicurezza, con sistematiche campagne di informazione e di sensibilizzazione, con la diffusione di buone pratiche e la valorizzazione degli esempi migliori" ricorda Matteucci,

 

"E' questa la strada da seguire Mai più. Mai più morti sul lavoro: è questo l'orizzonte verso cui camminare. Forse è un orizzonte che si sposterà sempre. Ma è importante fare ogni giorno un passo dopo l'altro. Un passo dopo l'altro e non fermarsi mai".


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