Ravenna: non passa il documento bi-partisan a difesa del crocifisso

Ravenna: non passa il documento bi-partisan a difesa del crocifisso

Ravenna: non passa il documento bi-partisan a difesa del crocifisso

RAVENNA - A presentarlo lunedì sera in aula, durante la seduta di Consiglio, e' stata una coppia insolita: Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, e Andrea Maestri, capogruppo Pd. Tale e' il "miracolo" che e' riuscito a fare l'ordine del giorno su "esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche", sottoscritto anche da dai consiglieri aggiunti Babacar Pouye e Miranda Kalefi, Matteo Cavicchioli e Daniele Perini (Ulivo-Pd) e altri.

 

Tra i firmatari anche Federico Fronzoni (LpR), Gianfranco Spadoni (Gianfranco Spadoni per Ravenna), Marco Bertozzi, Eugenio Costa e Francesco Baldini (Fi-Pdl), Sergio Covato e Gianluca Palazzetti (An-Pdl). Il documento e' stato illustrato da Ancisi, che ha sottolineato come "l'iniziativa di LpR di raccogliere il piu' largo consenso del Consiglio comunale sul valore civile e culturale dell'esposizione del crocifisso nelle scuole abbia prodotto l'adesione di molti consiglieri a prescindere dalla loro appartenenza politica e ricevuto un contributo significativo all'elaborazione definitiva dell'ordine del giorno da parte del capogruppo del Pd, Andrea Maestri".

 

Ma il documento scritto a quattro mani, che in linea di massima difende la liberta' di esporre il crocefisso nelle aule scolastiche contro la sentenza della Corte europea, non e' riuscito a convincere l'intera maggioranza. L'odg, infatti, ha incassato i voti contrari dei consiglieri Roberto Rubboli e Vincenzo Mignola (Ulivo-Pd), i gruppi Pri, Sinistra Democratica, Pdci e Mps (8 voti contrari in totale). E altri quattro consiglieri, tutti della squadra Ulivo-Pd, si sono astenuti: Riccardo Pasini, Andrea Tarroni, Gianandrea Baroncini ed Emiliano Galanti.

 

La prima a intervenire nel dibattito, motivando il proprio no, e' stata Sarah Ricci (Sd), che ha giudicato l'odg "contraddittorio" e ha difeso la sentenza Ue. Piu' tagliente, invece, l'intervento di Paolo Gambi (Pri): "L'ordine del giorno che stiamo discutendo e' reticente, ipocrita e contraddittorio. Ne emerge che tutte le religioni sono uguali,  ma qualcuna e' un po' piu' uguale delle altre. E questo nella  Costituzione non c'e' scritto".

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