Ravenna, nuova farmacia a Santerno. Il vicesindaco: "Giusti i tempi, giusto il metodo"

Ravenna, nuova farmacia a Santerno. Il vicesindaco: "Giusti i tempi, giusto il metodo"

RAVENNA - Martedì scorso, su proposta dell'assessore ai servizi sociali Pericle Stoppa, la Giunta comunale ha deliberato la proposta di revisione della pianta organica delle farmacie anno 2010 motivando l'istituzione della nuova farmacia a Santerno.

 

"Ne parlo - afferma il vice sindaco Giannantonio Mingozzi - perché ad inizio legislatura presi parte, in rappresentanza del sindaco e della giunta,  a numerose assemblee pubbliche convocate per dibattere delle nuove farmacie, di quella di Ponte Nuovo in particolare. In tali occasioni, avendo di fronte i firmatari di petizioni, sostenute dai partiti di opposizione, per chiedere, tra l'altro, che il Comune non attendesse di superare la soglia di 150mila abitanti per istituire nuove farmacie ma ne chiudesse alcune di quelle esistenti (Ancisi insisteva sulla chiusura della farmacia di fronte alla stazione) e le trasferisse nel forese, noi sostenemmo un parere radicalmente opposto. Quello cioè di seguire l'evoluzione demografica che ci avrebbe consentito, seppure con un po' di pazienza rispetto ai tempi preventivati, di raggiungere, nel 2008 i 153mila 388 abitanti e per realizzare la farmacia pubblica di Ponte Nuovo, utile anche a Madonna dell'Albero e S.Bartolo e nel 2010 i 157mila 459 abitanti che ci consentiranno di aprire una farmacia attraverso un bando rivolto ai privati a Santerno.

 

"La revisione della pianta organica nelle farmacie - dice Mingozzi - prevede di avere nel territorio una farmacia al servizio di 4mila abitanti di bacino e, in virtù dell'andamento demografico, la revisione della pianta organica ogni due anni. A bocce ferme, nonostante quelle assemblee fossero molto vivaci e i problemi accentuati volutamente per fare assumere al Comune decisioni che, come si vede oggi sarebbero state del tutto incongruenti, vorrei dire che le nostre scelte furono giuste sia nei tempi (pur chiedendo quanche anno in più di margine) sia nel metodo. Infatti se avessimo imposto ieri la chiusura di alcune farmacie in città per trasferirle nel forese mi domando, avvicinandoci alle 160mila unità di popolazione, come avremmo motivato oggi la riapertura di nuove sedi in un contesto cittadino e comunale che ne sarebbe uscito confuso, contraddittorio e per alcuni anni senza servizi. La morale di tutto questo è che a volte basterebbe ragionare con un po' più di equilibrio anche sugli obiettivi politici utili per la popolazione, collaborando, senza rinunciare al ruolo di opposizione, a decisoni che, pur richiedendo scelte temporanee non immediatamente soddisfacenti ,alla fine però risultano quelle più sagge, opportune e motivate".     

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