Ravenna, nuova iniziativa a sostegno del Saharawi

Ravenna, nuova iniziativa a sostegno del Saharawi

Sahara Occidentale: una questione urgente, di cui a Ravenna si parla grazie ai progetti avviati dal Comune in cooperazione con il Fronte Polisario, autorità dei campi rifugiati Saharawi, presso i campi profughi di Tindouf, Algeria.

L'impegno dell'amministrazione comunale si inserisce nella più ampia politica di cooperazione della Regione, che cofinanzia i progetti e che è a sua volta collocata in una fitta rete di aiuti internazionali organizzati.

In particolare, gli enti locali, le associazioni e le organizzazioni regionali operano nella Wilaya di Smara -una delle cinque province in cui sono suddivisi i campi- con cui si è istituito un gemellaggio.

 

Fare un bilancio della situazione politica e sociale e delle attività di cooperazione nell'area è lo scopo dell'incontro che si terrà domani, giovedì 23 settembre, alle 15 nella sede della Cgil, in via Pellegrino Matteucci 15.

 

L'iniziativa è stata fortemente voluta da Giovanna Piaia, assessore alle Pari Opportunità, che aprirà l'incontro. Testimonianza diretta delle condizioni di vita e delle evoluzioni nella situazione dei campi rifugiati in Algeria sarà portata da due ostetriche saharawi, Ninna Mohamed Salem e Maluma Ammi Didi, mentre esperti del settore tracceranno un quadro più generale. Interverranno inoltre Giangluigi Lio, del servizio relazioni internazionali della Regione, Giovanni Benenati, dell'università di Bologna, rappresentanti di Cgil e Auser/Nexus. L'incontro è aperto tutti i partner italiani del progetto che, oltre ai già citati, sono: Fondazione Flaminia, Cisp, Anpas Emilia Romagna, ospedale privato Domus Nova e Ausl di Ravenna.

 

"Il popolo Saharawi - dichiara l'assessore Piaia - è un popolo fiero e antico, che rivendica la propria identità e non deve essere considerato solo come beneficiario del nostro aiuto, bensì come partner attivo nel proprio percorso di sviluppo.

Uno speciale ringraziamento va all'Ausl, che ha permesso a Ninna e Maluma di svolgere uno stage di aggiornamento professionale presso l'ospedale di Lugo. In particolare, il direttore sanitario dell'Ausl dottor Andrea Rossi, la responsabile infermieristico-tecnica dipartimentale Lorella Ricci, il primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale di Lugo dottor Giuseppe Sintini e la dottoressa Ivonne Zoffoli, direttrice sanitaria dello stesso ospedale, Giulia Bacchilega, capo ostetrica, e le dottoresse Lea Zanotti e Vania Giuliani, insieme a tutto il personale della struttura, hanno fatto sì che tale esperienza fosse sia di ottimo livello tecnico sia indimenticabile a livello personale".

 

Le due ostetriche saharawi fanno parte delle pochissime figure sanitarie formate nel settore materno infantile, per una popolazione di oltre duecentomila residenti nei campi.

Alla luce dei loro ruoli chiave nel sistema locale, una volta rientrate ai campi si occuperanno di aggiornare sia le colleghe sia le ostetriche tradizionali, che continuano ad essere la maggioranza.

Tale rientro coinciderà con una missione sanitaria del Comune di Ravenna alla Wilaya di Smara, cui parteciperanno la ginecologa Carla Versari e l'ostetrica Paola Zanellato, di Domus Nova, e che consisterà nello svolgimento di visite specialistiche per casi a rischio, individuati dal personale locale.

Nell'arco degli anni sono state visitate più di seicento donne, realizzando al contempo attività di formazione per il personale sanitario saharawi.

 

Aggiunge l'assessore Piaia: "Dal recente rapporto ‘trend di mortalità materna' diffuso da Oms, Unicef, Agenzia Onu infanzia, risulta che il 99% delle morti per parto avviene nei paesi poveri e oltre il 50% in Africa.

In questi ultimi decenni il numero dei decessi è diminuito del 34%. Efficaci si sono mostrate le politiche sanitarie sostenute e sollecitate dalle organizzazioni non governative e dai progetti di cooperazione.

Formare le ostetriche, attrezzare ospedali e dispensari per assistere le donne in gravidanza e parto sono obiettivi realizzabili con il contributo essenziale anche dei Comuni che si dimostrano partner affidabili nei progetti di cooperazione.

Utilizzando i contributi regionali si possono attivare risorse locali di volontariato civile e sanitario, ottimizzando spese e competenze.

E' di questi giorni il summit all'Onu dei paesi ricchi per rilanciare gli obiettivi del millennio, che includano la salute delle gestanti e la lotta alla mortalità infantile.

L'Italia non sta mantenendo i suoi impegni; entro il 2010 avrebbe dovuto devolvere lo 0,51% del Pil, molto al di sopra dell'0,1% donato, e saldare la quota 2009.

Il nostro paese non ha agenzie né Ministero per l'aiuto allo sviluppo, né tantomeno è vivo il dibattito su questi temi cruciali.

Donne e bambini non sono ancora una priorità nei governi del mondo".

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