Ravenna, nuovo accordo per il reinserimento dei carcerati

Ravenna, nuovo accordo per il reinserimento dei carcerati

RAVENNA - Il Comune e la Provincia, l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna, la Casa circondariale, e l'Azienda Usl, insieme con una decina di soggetti del terzo settore e del volontariato che si occupano a vario titolo della popolazione detenuta, daranno il via a una serie di azioni per il miglioramento delle condizioni di vita dei carcerati attraverso percorsi di reinserimento sociale e lavorativo e sostegno nei confronti di chi sconta misure alternative alla detenzione.

 

"Tra il dire e ... il fare... " è il titolo del documento, varato nei giorni scorsi, che contiene tali impegni e che fa seguito ad un Protocollo d'intesa siglato in precedenza dagli stessi enti.

L'assessore ai servizi sociali Pericle Stoppa che, in qualità di Presidente del Comitato locale per l'Area Esecuzione penale adulti, coordina il tavolo per il Carcere, esprime fiducia nelle potenzialità di questo documento che "rappresenta, rispetto al precedente Protocollo, un salto di qualità in senso pratico - dichiara-. Si è passati, infatti, dagli obiettivi di carattere generale agli impegni concreti".

 

"Ogni soggetto firmatario accanto agli obblighi istituzionali, metterà a disposizione condividendoli coi partner, progetti e risorse economiche aggiuntive. E' il punto d'arrivo di un percorso che ci ha impegnati in questi anni a mettere in rete le risorse disponibili, ma anche un punto di partenza: è prevista, infatti, una verifica semestrale sull'attuazione dell'agenda".

 

Tra gli incarichi previsti, per esempio, secondo le rispettive competenze, verranno realizzate attività ricreative dalla Caritas, dal Comitato pro detenuti dell'Arci (eventi musicali), dall'Uisp (attività sportive), dal Centro Territoriale Permanente (cineforum). Il Centro per l'Impiego e il Sert hanno in programma attività di informazione e formazione, così come progetti formativi professionalizzanti saranno organizzati, Cooperativa sociale La Pieve e Centro Provinciale Formazione Professionale e da da Asp che, con il Comune, si occuperà anche di percorsi di avviamento al lavoro, con gli strumenti del tirocinio e della borsa lavoro.

 

Il Comitato cittadino antidroga, in accordo con l'Asp, valuterà la possibilità di accoglimento presso il dormitorio di persone da dimettere o in misura alternativa. Soddisfazione è stata espressa anche dalla direttrice della Casa Circondariale, Carmela De Lorenzo che ha affermato: "Abbiamo messo a punto opportunità volte alla coesione sociale, allo scopo di ottenere un miglioramento della qualità della vita e dei servizi offerti ai detenuti, anche attraverso un forte canale di ascolto, dialogo e partecipazione tra l'amministrazione penitenziaria e tutte le parti".

 

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"L'obiettivo è di tutelare i diritti costituzionalmente garantiti, attinenti la dignità e la libertà delle persone, promuovendo il rispetto della vita e la sicurezza sociale, favorendo la riduzione del fenomeno della recidiva. Solo attraverso un lavoro in rete, attraverso percorsi formativi, borse lavoro, manifestazioni culturali, è possibile fare del carcere un luogo da cui si può ricominciare e non solo un luogo in cui si "finisce".

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