RAVENNA - Ok del Consiglio alla trasformazione in società consortile di ''Promozione e Turismo''

RAVENNA - Ok del Consiglio alla trasformazione in società consortile di ''Promozione e Turismo''

RAVENNA - Nell'ultima seduta del Consiglio comunale è stata approvata la trasformazione della Societa’ consortile di promozione e turismo srl in Societa’ consortile di promozione e turismo spa, concessione di quote postergate a Gesturist Cesenatico spa e a Servizi trasporti mobilità Setram srl e approvazione del bilancio d’esercizio 2006. La delibera è stata presentata da Andrea Corsini, assessore al Turismo.


Il Comune è entrato nella società, che si occupa dello sviluppo turistico e commerciale dell’aeroporto di Forlì, nel 2004. Nel 2006 la società è stata trasformata da società a responsabilità limitata in società consortile a responsabilità limitata. Con questa delibera viene trasformata in società consortile per azioni. “La nuova forma sociale – ha spiegato l’assessore Corsini – consente una migliore immagine della società sul mercato e soprattutto facilita il reperimento di mezzi finanziari. Inoltre permette di ampliare la compagine sociale con la presenza, in numero sempre più rilevante, di soggetti privati. La società rimarrà comunque di natura consortile e la trasformazione non comporterà dunque costi aggiuntivi per i soci pubblici”. Infine Corsini ha ricordato che il bilancio 2006 della società, nel quale era prevista una perdita di 310.000 euro, si è invece chiuso con una perdita di 245.000 euro. Nel 2009 si arriverà al pareggio.


Al dibattito sono intervenuti:


Federico Fronzoni (Lista per Ravenna): Dove il pubblico non possiede la leva tariffaria e cerca di gestire da privato, emergono subito i suoi limiti e le sue incapacità congenite. E dei 17.500 Euro che abbiamo investito nella società, pari al 2,5% del capitale sociale, ce ne rimangono molto meno della metà per le perdite che essa ha saputo produrre in soli due anni.

La Società promozione e Sviluppo è stata costituita un paio d’anni fa, che già pronosticavamo la sua debacle con un sibillino “il Comune vola a vista”. Non ha ancora, come non aveva quando è partita, un Piano Industriale. Ora ha più che dimezzato il suo patrimonio con le perdite cumulate. Doveva gestire, e deve ancora purtroppo e senza Piano Industriale, la promozione territoriale e lo sviluppo turistico in sinergia con lo scalo aeroportuale di Forlì, organizzando altresì i trasporti dei viaggiatori.

Si è rivelato facilmente un fallimento in tutti i sensi, ed ora si cerca di mascherarlo con il passaggio da Srl in Spa e con l’ingresso di privati che dovrebbero risollevare le sorti di questa società.

Per Ravenna, un buon contratto di servizio sarebbe valso molto di più della quota di capitale immessa nella società e che pian piano sta tendendo a zero.


Maurizio Bucci (Forza Italia): “Questa delibera rappresenta una sorta di avallo di una cambiale in bianco. In ogni caso, anche considerando che i soldi non sono molti, ci asterremo. Tanto più che, se si riescono a coinvolgere più soggetti privati, ci può essere un ritorno positivo anche per l’amministrazione, visto che l’obiettivo della società è quello di promuovere turisticamente i territori della Romagna. A tal fine sottolineo l’opportunità di creare una newsletter rivolta agli operatori del territorio, affinché le azioni della società siano il più possibile conosciute. In conclusione, il voto di astensione è un voto di fiducia, con l’auspicio che il Ridolfi diventi davvero l’aeroporto di riferimento della nostra città”.


Gianfranco Spadoni (Gianfranco Spadoni per Ravenna): ““Nel mese di ottobre 2006 il Consiglio comunale approvò l’aumento di capitale e la trasformazione della società consortile. A così breve distanza si propone nuovamente la modifica della forma societaria – come recita la delibera – “per una migliore immagine della società e per facilitare il reperimento di mezzi finanziari”. Complessivamente a me pare vi sia una strategia e una progettualità deboli, un quadro economico poco esaltante, aggravato dalla pressoché inesistente partecipazione azionaria dei soggetti privati del territorio di Ravenna. Peraltro la partecipazione azionaria di questo Comune è talmente modesta da non giustificare la presenza; soprattutto è legittimo pensare che il Comune con tale partecipazione non sarà in grado di incidere nelle scelte strategiche future.

Il Ridolfi di Forlì, così come il Fellini di Rimini dovrebbe essere strategico per l’economia turistica di Ravenna e non solo: temo che gli enti locali, ma soprattutto la Regione, abbiano mostrato grandi incertezze sul rilancio del sistema aeroportuale della Romagna. E quest’ enorme ritardo si ripercuoterà nell’economia generale.”


Gianluca Palazzetti (An) ha affermato che “il punto non è quello di cambiare la forma giuridica della società, ma la politica dell’amministrazione comunale. Il Comune dovrebbe valutare l’opportunità di agire in proprio piuttosto che di andare al traino di altri”.


Riccardo Pasini (Ulivo): “La società ha operato con estremo rigore. I minori ricavi sono motivati da investimenti su voli non andati a buon fine. La delibera, che favorisce l’apertura ai privati, è assolutamente da approvare”.


Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna): “In pochi mesi si cambia formula societaria, cosa che forse si poteva fare prima. Comunque dall’ottobre del 2006 non ci sono stati segnali di un’apprezzabile inversione di rotta, finalizzata a rendere l’aeroporto di Forlì integrato con il territorio e in particolare con Ravenna”. Come elemento negativo Ancisi ha evidenziato anche l’assenza nella società di altri enti pubblici, come la Provincia e la Camera di commercio, e di imprenditori privati “che credano in questo aeroporto e nella sua società di promozione. Le vecchie perplessità permangono, ma non neghiamo che ci sia un potenziale sviluppo da perseguire”.


Paolo Gambi (Pri): “L’obiettivo della delibera è la valorizzazione del territorio di riferimento dell’aeroporto di Forlì, che deve essere giustamente perseguito. Ritengo però che il territorio ravennate sia poco rappresentato. Basti pensare che della società fa parte solo il Comune, mentre non vi figurano né la Provincia né la Camera di commercio. Penso dunque che al Comune spetti il compito di aprire una discussione che coinvolga questi soggetti nella quale ci si chieda se il territorio ravennate vuole credere o meno alla opportunità che questa società può rappresentare”

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Raffaele Schiavo, presidente della Società consortile di promozione e turismo: “Da un esame solo contabile risulta evidente che la società è in perdita, perdita che comunque sta recuperando. Bisogna però tenere presente che, facendo promozione di un territorio e di un aeroporto, dobbiamo investire risorse per entrare in un mercato. Lo abbiamo fatto attraverso operazioni di comarketing con compagnie aeree che dovevano incentivare la clientela a scegliere il nostro territorio. Ora però abbiamo aggiornato il tipo di interventi. Non garantiamo più l’acquisto dei posti sui voli ma cerchiamo contatti con i tour operator affinché siano loro a garantire il riempimento dei voli, attraverso contratti pluriennali. Il ritorno che ci aspettiamo è quello dello sviluppo del turismo, a servizio di tutto il territorio”.


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