Ravenna, orafi: "Riservatezza dei clienti a rischio"

Ravenna, orafi: "Riservatezza dei clienti a rischio"

Ravenna, orafi: "Riservatezza dei clienti a rischio"

RAVENNA - Orafi preoccupati. Dal primo maggio 2011, per la parte relativa alle vendite a privati, entreranno in vigore le disposizioni che impongono di trasmettere entro il 30 aprile dell'anno successivo gli estremi fiscali di chi effettua acquisti d'importo pari o superiore a 3.600 euro. In molte categorie commerciali, specialmente quelle che operano nel campo degli articoli di lusso, c'è viva apprensione per le possibili conseguenze di queste novità.

 

"Chi fa acquisti importanti - dice Francesco Palermo, presidente Sindacato Orafi Confcommercio Ravenna nonché vice presidente nazionale della Federdettaglianti Orafi-Confcommercio Imprese per l'Italia - spesso desidera la massima riservatezza, un desiderio che non ha motivazioni di carattere fiscale. Se non la trova da noi, questa riservatezza, andrà a cercarla altrove".

 

"Basta analizzare le dinamiche commerciali del nostro settore - aggiunge Giuseppe Aquilino, Presidente nazionale della Federazione Dettaglianti Orafi di Confcommercio - per scoprire che la clientela, per acquisti di elevato valore, è disponibile a una grande mobilità. È dunque probabile, per esempio, che a fronte delle nuove regole molti clienti si orientino verso commercianti ‘disinvolti' o verso Paesi che prevedono condizioni più semplificate delle nostre".

 

C'è il rischio concreto che, per il doveroso contrasto all'illegalità, si possano incentivare comportamenti scorretti da parte dei consumatori finali e ciò finisca per provocare sensibili contrazioni del fatturato proprio agli esercizi italiani ‘in regola', questo temono sindacati e associazioni.

 

"La categoria che rappresento - precisa Palermo - è perfettamente consapevole della necessità di una sempre maggiore efficacia del fisco ed è disponibilissima a fare la sua parte, ma ha forti difficoltà ad accettare ruoli di controllo che dovrebbero competere esclusivamente alla mano pubblica. Del resto, l'identificazione del cliente avviene già quando i pagamenti sono effettuati con carte di credito, assegni e via dicendo o quando si acquista con il credito al consumo, per cui sembrerebbe logico non applicare la nuova normativa quantomeno a questi sistemi di pagamento". All'unanimità, secondo le organizzazioni di categoria del settore orafo, infine, è auspicabile e possibile che l'entrata in vigore del nuovo adempimento, per la parte relativa alle vendite business to consumer, venga rinviata per consentire una più approfondita valutazione delle conseguenze.

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