Ravenna, parcheggi. Spadoni: "Manca una strategia in Comune"

Ravenna, parcheggi. Spadoni: "Manca una strategia in Comune"

Il tema di questi giorni riguarda principalmente il tombamento di una parte del canale Candiano per ricavare un parcheggio funzionale alla città. Sul piano progettuale assistiamo frequentemente ad "uscite" estemporanee della Giunta su vari argomenti, tra cui quelli relativi alla pianficazione e allo sviluppo del territorio, ma  quasi tutti fanno registrare un comune denominatore: vale a dire l'improvvisazione.

 

Non  voglio giudicare l' idea di coprire una parte del Candiano, in assenza, peraltro,  di elementi progettuali più complessivi, ma senza ombra di dubbio l'oggettiva difficoltà ad arrivare al centro storico e la continua morìa di negozi dovuta principalmente alla desertificazione delle attività economiche del cuore cittadino, non si risolve con nuovi posti auto specie in quella zona. Tra l'altro si tratterebbe di un'opera dai costi esorbitanti se si tiene conto delle tonnellate di materiale usato per il tombamento, dalle ingenti spese per trasferirlo, per non parlare poi degli enormi oneri  legati alla logistica alla sistemazione generale, per realizzare una semplice area riservata alle auto.

 

Con una grande approssimazione si può quasi arrivare alla conclusione che le spese necessarie  per l' esecuzione di  tale parcheggio sul canale saranno talmente elevate da far pensare all'ipotesi di rendere tutti i parcheggi delle strade cittadine liberi e senza oneri di alcun tipo per decine di anni. Costerebbe sicuramente meno al Comune liberalizzare le soste cittadine anziché pensare di risolvere il problema attraverso un'opera così  dispendiosa e difficilmente  ammortizzabile.

 

Di là di questo progetto da approfondire nelle sedi istituzionali preposte, un dato è inconfutabile: manca una strategia programmatica condivisa anche in materia di parcheggi. Basti ricordare alcuni temi  concernenti le  proposte di modifica per la centrale piazza Kennedy dotata di possibilità di sosta che invece si vorrebbe convertire in zona verde, o a piazza Baracca che  ogni tanto  è rimessa al centro dell'attenzione per un suo restilyng  complessivo così pure per piazza Mameli. Per non parlare, poi, della confusione sulla delicata questione dell' Orto Siboni  rispetto alla quale l'amministrazione comunale  vorrebbe disporre a suo piacimento prescindendo dalla condivisione legittima delle scelte da parte  della proprietà, per nulla ininfluente in uno stato di diritto. Addirittura non è mai stato chiaro se la proprietà possa continuare ad avvalersi del diritto di godere e disporre dei beni personali in modo pieno ed esclusivo, ovviamente  entro i limiti e con l'osservanza  degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico. D'altra parte un procedimento amministrativo di espropriazione per pubblica utilità andrebbe probabilmente a provocare un grosso strappo con la famiglia e con i numerosi cittadini sostenitori dell'inviolabilità di  tale sito, anche in questo caso per aumentare di un modesto numero di posti auto, ed oltretutto con la pretesa di impedire la realizzazione di poche unità abitative d'interesse familiare.

 

Mi pare, dunque, vi sia non poca confusione sul piano progettuale, quasi dimenticando l'importanza  che la  viabilità urbana ed il sistema dei parcheggi assumono per una città come la nostra.  

 

Gianfranco Spadoni

consigliere comunale Gianfranco Spadoni per Ravenna

 

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