Ravenna, patenti false, atti “indecenti” e sostituzione di persona: 5 denunce

Ravenna, patenti false, atti “indecenti” e sostituzione di persona: 5 denunce

Ravenna, patenti false, atti “indecenti” e sostituzione di persona: 5 denunce

RAVENNA - Sono tre i permessi internazionali di guida stranieri, uno macedone e due albanesi, sequestrati mercoledì mattina dalla Polizia Municipale perché risultati completamenti falsi dopo le perizie svolte dal personale dell'Ufficio di Polizia Giudiziaria e Falso Documentale. I certificati,  esaminati in virtù dell'accordo di collaborazione con il Dipartimento Trasporti Terrestri, Ufficio Provinciale di Ravenna, erano stati ritirati da altri organi di polizia.

 

Questi erano stati esibiti da conducenti stranieri residenti in Italia da oltre un anno, e mai convertiti. "Tale attività - afferma il comandante Stefano Rossi - risulta di particolare importanza anche in termini di prevenzione. Basti pensare al fatto che si toglie ai predetti cittadini stranieri possibilità di circolare su strada sebbene privi della dovuta formazione necessaria per il conseguimento del titolo di guida, evitando così un potenziale pericolo per la circolazione stradale".

 

I possessori dei documenti, un kossovaro di 21 anni, e due albanesi di 27 e 36 anni, sono stati indagati per la falsificazione dei documenti. Nella stessa mattinata il personale del medesimo ufficio di Polizia Giudiziaria è intervenuto con i colleghi dell'ufficio Vigilanza di Quartiere, per identificare e denunciare un 34 rumeno, sorpreso a fare i propri bisogni nei pressi dell'asilo nido antistante la Loggetta Lombardesca.

 

Infine, una cinquantenne ravennate è stata denunciata a piede libero per sostituzione di persona. Tutto è nato dalla denuncia di un cittadino, che si è visto tirato in ballo per aver presentato, sia alla Polizia Municipale. sia ad altri uffici pubblici, esposti scritti e segnalazioni telefoniche. L'uomo, in realtà estraneo ai fatti, è risultato essere l'artefice di numerose telefonate e segnalazioni, con richiesta di intervento, inviate alla centrale del comando della Polizia Municipale e ad altri uffici, ed aventi ad oggetto vari comportamenti dei propri confinanti, con conseguente pregiudizio nei rapporti di vicinato.

 

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Le indagini, poi, hanno fatto emergere un quadro diverso. Era in realtà l'indagata la vera autrice dei vari reclami. Mercoledì mattina l'epilogo. Messa alle strette, la donna ha confessato, ammettendo le propria responsabilità.

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