Ravenna, penultimo appuntamento con le Conversazioni Ravennati

Ravenna, penultimo appuntamento con le Conversazioni Ravennati

RAVENNA - Domani, giovedì 25 novembre alle 17,30 al Palazzo dei Congressi di Largo Firenze è in programma il penultimo appuntamento delle Conversazioni Ravennati 2010, rassegna di approfondimento filosofico che finora ha registrato uno straordinario gradimento da parte del pubblico, accorso così numeroso fin dall'inizio della rassegna da far spostare il tradizionale luogo di svolgimento dalla Sala Corelli del Teatro Alighieri al più capiente Palazzo dei Congressi.

 

Dopo i primi appuntamenti che hanno visto Massimo Cacciari, Gianni Vattimo e Rocco Ronchi "dialogare" con  Marx, con Nietzsche e con  Bergson , autori fondativi del pensiero novecentesco, fatti rivivere dall'ottima interpretazione di Franco Costantini, sarà Massimo De Carolis, professore di Filosofia teoretica presso l'Università di Salerno, a confrontarsi con Ludwig Wittgenstein, pensatore che ha impresso alla filosofia del secolo scorso la torsione decisiva verso la critica del linguaggio, continuando a rappresentare un punto di riferimento culturale imprescindibile,  nell'ambito della linguistica e non solo.

 

 Nell'età della comunicazione, del cosiddetto "villaggio globale", è di grande interesse,  riflettere sul filosofo che più di altri ha orientato l'evoluzione della speculazione filosofica verso un nuovo dominio, quello appunto del linguaggio. Wittgenstein, in sostanza, ha ripensato i grandi problemi filosofici (l'Io", la mente, la sostanza) elaborando la filosofia del linguaggio e dando così origine ad una serie di riflessioni sulla prassi linguistica che ne fanno, per così dire ,"il padre dei teorici della comunicazione" .

 

Massimo De Carolis è professore di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Salerno. Attraverso lo studio dei classici filosofici (da Aristotele a Heidegger e Wittgenstein), nelle sue ricerche ha indagato il linguaggio come questione teoretica, sviluppandone sia la rilevanza ontologica che la dimensione sensibile, ed ha condotto un'analisi semantica e politica della società contemporanea, con particolare riguardo al rapporto tra scienza e filosofia. Tra le sue opere: Diffidare del linguaggio (Napoli 1988); Sulla potenza. Da Aristotele a Nietzsche (et al., Napoli 1989); Tempo di esodo. La dissonanza tra sistemi sociali e singolarità (Roma 1994); Una lettura del «Tractatus» di Wittgenstein (Napoli 1999); Sensibilità e linguaggio (a cura di, Macerata 2002); La vita nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (Torino 2004)Il paradosso antropologico.Nicchie,micromondi e dissociazione psichica (Macerata 2008).

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