Ravenna per tre giorni centro del dialogo interculturale

Ravenna per tre giorni centro del dialogo interculturale

Ravenna per tre giorni centro del dialogo interculturale

E' terminata l'attesa per "L'essenza della presenza", la 2a edizione del Festival delle Culture che inaugura venerdì 9 a Ravenna. Fino a domenica 11 presso le Artificerie Almagià verrà festeggiato l'incontro e il dialogo fra la pluralità delle culture che rappresentano l'Italia che cambia. Oltre alle esibizioni di artisti provenienti da tutto il mondo, nell'area circostante si svilupperà un mercato di prodotti artigianali, punti gastronomici e stand di oltre 20 associazioni.

 

A organizzare il Festival il Comune di Ravenna, assessorato all'immigrazione, in collaborazione con la Rappresentanza dei Cittadini Extra-UE di Ravenna, le associazioni delle comunità immigrate e il patrocinio del Parlamento Europeo per l'Anno Europeo del Dialogo Interculturale. Per il valore interculturale del programma il Festival ha ricevuto anche il logo della campagna "1001 Actions for Dialogue" promossa dalla Anna-Lindh Euro-Mediterranean Foundation.

 

"L'essenza della presenza" aprirà venerdì 9 alle 18 con la vernice della mostra fotografica "Mosaico d'Islam", alla presenza della fotografa Elisabetta Zavoli, all'interno della grande tenda berbera allestita di fronte all'Almagià. Il palco centrale verrà invece inaugurato alle 20e30 con un esperimento di totale meticciato: i due esperti canterini romagnoli Corbari e Carnevali detteranno con il giovanissimo rapper di origine angolana Nashy. Alle 21, invece, ci sarà il concerto di uno dei gruppi principali ospiti del Festival, i Konkoba, un famoso ensamble di percussionisti senegalesi e guineani. A seguire si terrà un sabar, la tradizionale danza delle donne senegalesi animata dalle percussioni.

 

Sabato 10 sarà invece dato ampio spazio a musiche, canti e balli popolari. Dopo l'incontro delle 18 nella tenda berbera, organizzato in collaborazione con MeditaEuropa, con Layla Cahouni (direttrice della casa editrice Le Fennec di Casablanca), durante la serata si alterneranno, con i loro abiti tradizionali, artisti nigeriani, albanesi, rumeni e filippini. Alle 21.30 una delle produzioni più originali del Festival: l'esibizione del Coro delle Badanti della Città di Ravenna, formato da donne ucraine che canteranno pezzi popolari assistite dai loro "nonni" in platea.

 

La serata di domenica 11 sarà aperta dai tifosi della Nigeria, Atilogu Dance, che dalla Stazione ferroviaria sfileranno fino all'Almagià( evento organizzata in collaborazione con il Ravenna Calcio). Protagonisti della serata poi altri danzatori nigeriani, l'esibizione di capoeira del gruppo Coquinho Baiano e il Rito della Santeria con i Tambuleros de Cuba.

 

Il Festival "L'essenza della presenza" quest'anno ha come ospiti di onore i nativi americani. Guida per i tre giorni del Festival sarà Lance David Henson, il più importante poeta nativo americano vivente, rappresentate della nazione Cheyenne al Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite per le popolazioni indigene. Nella sera di sabato 10 si esibirà il grande danzatore di origine azteca Arturo Tlahkuilo Arreola, preceduto da un intervento Violeta Valenzuela, che parlerà della condizione del popolo Mapuche nel Cile di oggi.

 

Domenica alle 21.30 ci sarà la cerimonia di consegna del Premio all'intercultura "Oltre i confini". Il sindaco Fabrizio Matteucci premierà la giornalista Federica Angelini per la sensibilità che ha dimostrato negli anni nell'affrontare le tematiche legate all'immigrazione. Poi verranno anche consegnati dei diplomi di riconoscimento anche a enti, associazioni o organizzazioni che si sono distinte nel dialogo fra i popoli e nel campo dell'intercultura.

 

Spazio anche alle mostre: la principale è "Persone", organizzata dal Cisp e da Chiama l'Africa di Roma, una settantina di sagome di uomini e donne africane disseminate per tutta l'area esterna del Festival. Poi le mostre fotografica "Scritti di luce, 100 anni di Albania in foto (1850-1950)", "Le vite degli altri" di Luca Gambi, "Mosaico d'Islam" e "Santeria de Cuba" (immagini sull'antico rito cubano).

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