RAVENNA - Piano regionale di sviluppo rurale, un'opportunità per l'agricoltura

RAVENNA - Piano regionale di sviluppo rurale, un'opportunità per l'agricoltura

RAVENNA - La Regione ha approvato, il 31 gennaio scorso, Il Piano Regionale di Sviluppo Rurale (PRSR) 2007-2013, che governerà nei prossimi sette anni lo sviluppo del sistema agro-alimentare.

Il piano, elaborato col contributo di tutte le componenti del sistema imprenditoriale e istituzionale, avrà una dotazione di 934 milioni di fondi pubblici (tra risorse UE, statali e regionali), 75 milioni di euro in più rispetto alla precedente programmazione.

Il precedente Piano ha contribuito allo sviluppo dell’agricoltura provinciale con 94.233.000 euro, di cui: 45,8 milioni per misure agroambientali e 48,3 milioni a sostegno di investimenti aziendali, che hanno generato investimenti totali per circa 130 milioni di euro.


Il nuovo PRSR si articola in quattro “assi” di intervento: asse 1 “Competitività del settore agricolo e forestale”, che potrà disporre di 383 milioni di euro; asse 2 “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale” (397 milioni), asse 3 “Qualità della vita e diversificazione delle zone rurali” (97 milioni) ed infine asse 4 “Iniziativa comunitaria Leader” (48 milioni). Altri 9 milioni sono poi destinati all’assistenza tecnica.

“Questo nuovo PRSR mette in campo nuove opportunità per il nostro territorio - commenta l’assessore provinciale all’agricoltura Libero Asioli - sta a tutti noi, enti pubblici e imprese, riuscire a coglierle per uscire da logiche assistenzialistiche e di finanziamenti a pioggia, lanciando un forte segnale di rilancio. In particolare, terremo nel debito conto le risorse ambientali di eccezionale valore: le aree naturali di pianura (piallasse, valli, pinete, boschi igrofili) e le aree di più recente rinaturazione e dei paesaggi agrari dell’appennino faentino che dovranno essere tutelati e ampliati. L’intensità colturale della nostra provincia determina una diffusa ed elevata quantità di input tecnici con conseguente impatto sulla qualità delle acque, dell’aria e in ultima istanza sulla salute umana; tutte queste problematiche dovranno essere affrontate incentivando tecniche produttive più rispettose dell’ambiente”.


Alla Provincia, di concerto con la Comunità Montana dell’Appennino faentino, spetta il compito di redigere un programma rurale integrato provinciale (PRIP).

“Il PRIP – spiega Asioli - sarà elaborato col contributo di tutte le componenti del sistema imprenditoriale (associazioni agricole, centrali cooperative) dei sindacati, di enti e istituzioni.

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I primi bandi per la presentazione delle domande dovrebbero essere emanati entro la fine della prossima estate. Nell’elaborazione del PRIP si dovrà tenere conto della grave crisi in cui versano le aziende agricole della nostra provincia ma possiamo contare su un sistema agro-alimentare caratterizzato da numerosi punti di forza: l’elevato livello di professionalità degli imprenditori agricoli, l’alta specializzazione delle colture, la presenza di produzioni di qualità e tipiche del territorio e la presenza di una rete diffusa di assistenza tecnica. Infine – conclude Asioli - il PRIP della Provincia si proporrà di esaltare il ruolo polifunzionale dell’impresa agricola in stretto rapporto con le sue eccellenze produttive e con le ancora inespresse potenzialità turistiche del territorio rurale”.

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