Ravenna, porto. Fagnocchi (Pd): "Situazione di debolezza, rischiamo ruolo marginale"

Ravenna, porto. Fagnocchi (Pd): "Situazione di debolezza, rischiamo ruolo marginale"

Perché il Porto diventi nuovo volano dello sviluppo economico della Provincia di Ravenna e non solo, bisogna investire in infrastrutture, in logistica portuale e in formazione.

 

"La partecipazione di Ravenna al NAPA ( il coordinamento dei porti del nord Adriatico ), stante la nostra debolezza attuale, rischia di essere confinata ad un ruolo marginale", sostiene Serena Fagnocchi, uno dei due candidati del Pd alle primarie del centrosinistra per la candidatura a presidente della Provincia di Ravenna.

 

"Occorre  premere perché gli interventi strutturali sul porto quale l'approfondimento dei fondali, il water front, e il nuovo terminal-container si realizzino - afferma -. Indubbiamente una questione vitale è la realizzazione di un efficiente sistema di collegamento infrastrutturale del porto di Ravenna con l'Europa, in cui il trasporto merci su rotaia (tra cui rientra il Corridoio Adriatico-Baltico) e fluviale devono, finalmente, avere un ruolo decisivo. La Provincia di Ravenna deve chiedere con forza una migliore connettività ferroviaria per poter ridurre l'impatto del traffico su gomma nel contesto provinciale, col suo carico di traffico pesante, incidenti e inquinamento. Ma non si tratta solo di investire in infrastrutture".

 

"Il porto di Ravenna sta recuperando con estrema difficoltà il crollo del 2009 perché continua ad attrarre solo tipologie di merci a più basso valore aggiunto e a più pesante impatto ambientale per i territori circostanti - afferma Fagnocchi -. Indispensabile una maggiore differenziazione e valore aggiunto delle merci".


"La competitività si gioca poi anche sulla rapidità e sul rispetto dei tempi di consegna e movimentazione delle merci - aggiunge la candidata -. Spesso la capacità di movimentare e rendere "libere" le merci entro le 24 ore diventa un fattore determinante per entrare in network internazionali altamente redditizi.  E occorre elaborare un protocollo di gestione che permetta di ottenere un salto qualità in questa direzione, puntando sulla qualità del servizio invece che sulla diminuzione del prezzo. Si potrebbe pensare di istituire  un progetto pilota di area franca doganale, sul modello dei porti Nord Europei".

 

"Indispensabile inoltre puntare su un operatori portuali di alta formazione e professionalità, che oltre a innalzare la qualità il servizio, ridurrebbe drasticamente il tasso di infortuni e incidenti entro il primo anno di lavoro - dice Fagnocchi -. La Provincia deve attuare protocolli di intesa con Università, Aziende e Regione per costruire insieme un centro di ricerca multidisciplinare sulle attività logistiche, portuali e servizi tecnico-nautici. Attraverso i Centri di Formazione Professionali individuare percorsi di formazione specifici per tecnici e operatori portuali".

 

"Infine per lo sviluppo di progetti turistici integrati tra sport (nautica, vela, ecc.), cultura (musica, arte), natura (parchi e delta del Po), città d'arte (FE-RA-VE) e lo sviluppo dell'attività crocieristica - sostiene la giovane candidata - occorrerà lavorare in collaborazione con gli enti turistici ravennati e dell'entroterra, per permettere una ricaduta positiva sull'intero territorio e vada ad aumentare le durata della permanenza giornaliera dei turisti".

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