Ravenna, porto: gli operatori bocciano la riforma del governo

Ravenna, porto: gli operatori bocciano la riforma del governo

Ravenna, porto: gli operatori bocciano la riforma del governo

RAVENNA - "Non sono presenti strumenti di regolamentazione chiari per le imprese, e si indebolisce il ruolo del Comitato portuale". Lo rilevano i sindacati ravennati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti che bocciano l'attuale bozza sulla riforma dei porti (legge 84/94). Lo hanno fatto sapere intervenendo all'incontro sul tema organizzato dal Pd, nella sede della Compagnia portuale di Ravenna, a cui ha partecipatoanche il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in Commissione Trasporti.

 

Secondo i sindacati, nella bozza che in questi giorni viene discussa in Senato "non sono previsti percorsi per efficaci livelli di pianificazione e di realizzazione di infrastrutture", e non e' previsto un coinvolgimento delle istituzioni interessate all'area portuale (Regioni, Province, Comuni). Inoltre la riforma non coglie l'occasione per creare finalmente "una regia degli interventi che oggi vengono svolti da soggetti diversi e che dovrebbero essere piu' semplicemente coordinati in Autorita' portuale", spiegano i sindacati. Ma non solo, la nuova proposta di legge "determinerebbe una frammentazione dell'impresa terminalista, una parcellizzazione delle operazioni e dei servizi portuali, e una precarizzazione e deregolamentazione del lavoro".

 

La riforma, come conferma Filippi, andrebbe infatti a "smantellare il sistema normativo che regola le attivita' portuali". Ad esempio, verrebbe introdotta "la possibilita', per i terminalisti, di scambiare la manodopera", recisa Filippi, cosa che allo stato attuale non e' permessa.

 

A Ravenna, "la legge 84/94 fino ad ora ha funzionato bene- spiega il presidente della Compagnia portuale, Roberto Rubboli - una riforma tuttavia e' necessaria, ma le modifiche introdotte da questa bozza sono solo marginali". Della stessa opinione e' il presidente dell'Autorita' Portuale, Giuseppe Parrielo, secondo il quale la riforma cosi' come e' dimostra "un'ansia centralista" e contiene alcuni elementi "che fanno venire i brividi", come la nuova procedura relativa al Piano Regolatore.

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