Ravenna: porto presidiato dalla Coldiretti contro latte e cereali "clandestini"

Ravenna: porto presidiato dalla Coldiretti contro latte e cereali "clandestini"

Ravenna: porto presidiato dalla Coldiretti contro latte e cereali "clandestini"

RAVENNA - Cagliate della Germania dirette a Ravenna in camion conservanti, in condizioni di dubbia, igiene; prosciutti provenienti dalla Repubblica Ceca in viaggio verso Modena: li hanno visti e toccati con mano gli allevatori di Coldiretti che hanno presidiato martedì mattina a centinaia il valico del Brennero per salvaguardare il Made in Italy agroalimentare da falsi e inganni. Oggi mercoledì la Coldiretti arriva a Ravenna, il principale porto italiano dell'import.


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Ma non solo, tra le scoperte fatte dalla Coldiretti ci sono mozzarelle tedesche dirette in Campania, pomodori olandesi richiesti da cooperative di Trento e Verona, ma anche, pomodori e peperoni olandesi destinati al Triveneto, concentrato di succo d'arancia per Messina. Sono centinaia i camion fermati e controllati finora dagli agricoltori Coldiretti grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine. I risultati delle ispezioni confermano la denuncia Coldiretti: un fiume di latte e di prodotti agroalimentari stranieri valica le frontiere italiane e finisce negli scaffali di tutti supermercati del Paese, trasformato in Made in Italy.

 

Dopo il Brennero per bloccare il latte d'oltralpe, oggi mercoledì la protesta si trasferisce al porto di Ravenna per fermare i cereali "clandestini". Dalle 10, circa duemila produttori della regione circonderanno coi trattori la Darsena di Ravenna, mentre una delegazione 'aggancera'' via mare Autorita' portuale e Agenzia delle dogane per consegnare un documento che chiede l'etichettatura obbligatoria dell'origine. "E' una misura che puo' agevolare l'attivita' delle autorita' preposte ai controlli sulle importazioni", spiega Cleonildo Bandini della Coldiretti di Forli' -Cesena.

 

A Ravenna arrivano ogni anno 800 mila tonnellate di prodotti agricoli, in prevalenza cereali e granaglie, e 1.800.000 tonnellate di prodotti alimentari, tra cui farine e trasformati. Un "flusso di clandestini", lo ribattezza Bandini, che poi si disperdono su tutto il territorio italiano "perdendo ogni traccia della loro origine e diventando prodotti italiani a tutti gli effetti".


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