Ravenna: porto, protocollo per il miglioramento della qualità dell’aria

Ravenna: porto, protocollo per il miglioramento della qualità dell’aria

RAVENNA - Si sono svolti oggi in Provincia i lavori del gruppo di indirizzo dei sottoscrittori del "Protocollo per il miglioramento della qualità dell'aria nell'area portuale ravennate".

 

Sono intervenuti i rappresentati di Provincia, Comune di Ravenna, Autorità Portuale di Ravenna, Confindustria Ravenna, Associazione Piccola e Media Industria Ravenna, Comitato Unitario Autotrasporto Ravenna, Sezione provinciale Arpa di Ravenna, Ausl Dipartimento Sanità Pubblica e organizzazioni sindacali CGIL CISL e UIL.

 

Si è fatto il punto sullo stato d'avanzamento delle azioni previste dal Protocollo e si è valutato il livello d'attuazione degli interventi e d'implementazione delle politiche ambientali previste. Le azioni principali, a cui si è già dato corso o che ci si appresta ad ultimare, sono: censire e caratterizzare le attività ubicate nell'area portuale/industriale; studiare le immissioni di particolato per  fonti di emissione e per tipologia  di sorgente; ammodernare e potenziare la stazione di rilevamento ubicata in zona SAPIR/San Vitale per un monitoraggio più efficace ed efficiente della qualità dell'aria nell'area.

 

Si è ritenuto utile mantenere attiva la stazione ubicata in zona Sapir/San Vitale, collocata in un'area a vocazione produttiva industriale, sebbene esclusa dalla rete di monitoraggio regionale, così da poter continuare la lettura dei dati riferiti a questa zona, e poter verificare l'efficacia delle azioni di riduzione dell'inquinamento che si andranno ad applicare.

 

Gli oneri, necessari all'implementazione e al mantenimento in attività della centralina, per una spesa prevista di quasi 200mila euro, saranno totalmente a carico delle aziende insediate nell'area portuale e dell'Autorità Portuale stessa che sta dando un impulso importante al miglioramento della qualità dell'aria con azioni e ordinanze specifiche.

 

Si è quindi pervenuti alla definizione di un catasto delle emissioni in area portuale/ industriale: con il ricorso a modelli di dispersione si individueranno entro la fine dell'anno, sulla base dei dati del catasto, le aree di massimo impatto dovute alle sorgenti censite.

 

E' inoltre prevista la realizzazione di campagne di misura di particolato in corrispondenza di alcuni punti topici e/o aree di massimo impatto stimate dal modello di dispersione. Saranno svolte misure di 8 settimane distribuite nell'arco dell'anno in punti che saranno individuati in base alle risultanze dello studio. I risultati di queste misure - insieme ai dati della stazione ubicata in zona SAPIR/San Vitale - saranno utilizzati infine per un affinamento delle simulazioni modellistiche, al fine di tenere monitorata l'incidenza delle operazioni di movimentazione e stoccaggio delle merci  afferenti al porto sulla qualità dell'aria e sulla composizione del particolato. I dati sinora elaborati confermano la significatività del contributo dato dalle emissioni prodotte nell'area portuale alle emissioni totali presenti.

 

Nel corso dell'incontro si è preso atto dello studio tecnico e si sono condivise le linee di azione cui dar corso nell'immediato futuro. In linea con la volontà espressa nel Piano di miglioramento della qualità dell'aria della Provincia e ribadita con le sue ordinanze dall'Autorità Portuale, l'obiettivo è dar corso agli interventi necessari a un miglioramento ambientale dell'area.  Si tratta, nella maggior parte dei casi, di interventi integrati con i meccanismi produttivi, ottimizzare i meccanismi produttivi della aziende insediate nel porto che così ne trarranno beneficio anche in termini di vivibilità dell'ambiente di lavoro.  In tale direzione, tra le azioni imminenti c'è il rilascio ad una società, già attiva nel porto, ma che intende concentrare in una nuova area tutte le sue presenze, di una autorizzazione che, anche attraverso il ricorso a dispostivi innovativi, si annuncia come esempio virtuoso nelle modalità di gestione dei materiali polverulenti, che vengono movimentati nel porto di Ravenna in gran quantità anche se l'andamento economico sta facendo registrare un meno 40% in questo settore in quanto a merci movimentate.

 

A scopo esemplificativo, oltre agli altri dispositivi di volta in volta utilizzati in base alla polverosità delle merci trattate: nastri trasportatori chiusi, coclee aspirate, tramogge depolverate, organizzazione dei cumuli - altezza, dimensioni, orientamento -, sistemi automatici di lavaggio/pulizia dei piazzali, copertura dei cumuli e, per le merci piu' polverose, stoccaggio al chiuso, si prevede l'installazione di un sistema automatico di bagnatura dei cumuli con idranti che vengono automaticamente attivati in ogni occasione in cui un anemometro, di cui è prevista l' installazione, registra la presenza di un vento superiore ai 4 m/sec, vale a dire capace di sollevare polvere dai cumuli. Unitamente alla presenza di barriere frangivento e capaci di contenere le polveri e dell'applicazione di dispositivi a intensità calibrata sul grado di potenziale dispersione delle polveri, a Ravenna si conta quindi di poter anticipare  gli obblighi che la legge nazionale ora fissa per il 2011.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -