Ravenna: Prima dell'opera: Paolo Fabbri presenta Tito Manlio

Ravenna: Prima dell'opera: Paolo Fabbri presenta Tito Manlio

RAVENNA - Martedì 10 novembre alle 17.30 (Sala Corelli del Teatro Alighieri, ingresso libero), il musicologo Paolo Fabbri, affiancato da Angelo Nicastro, Stefano Montanari e Alessio Pizzech, saranno i protagonisti del primo appuntamento, dedicato a Tito Manlio, con "Prima dell'opera" il ciclo di incontri di presentazione dei titoli della stagione lirica dell'Alighieri organizzati in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Ravenna.

Paolo Fabbri, ravennate, è professore ordinario di Storia della Musica Moderna e Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (di cui è stato preside dal 1993 al 1996) dell'Università di Ferrara. Membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Musicologia dal 1988 al 1991, è stato presidente del Comitato Scientifico Cremonese per le celebrazioni monteverdiane (1993-1994): dal 1992 è uno dei rappresentanti dell'Italia nel direttivo della International Musicological Society. Dal 1997 è direttore della Fondazione Donizetti di Bergamo. 

La nuova produzione dell'opera di Vivaldi che venerdì 13 novembre (replica domenica 15) inaugura la stagione 2009/2010 dell'Alighieri avrà come protagonista l'Accademia Bizantina che, dopo le numerose collaborazioni sul teatro barocco che ne videro il debutto nel Giulio Sabino di Sarti e proseguirono con l'Olimpiade di Pergolesi e l'Orlando di Haendel, torna sul palcoscenico ravennate diretta da Stefano Montanari nella duplice veste di violino solista e direttore.La regia dell'opera, ambientata nella Roma del III secolo a.C. sotto il consolato di Titus Manlius Torquatus, è affidata ad Alessio Pizzech chiamato a una nuova, difficile e diversissima sfida dopo Mahagonny da lui diretto lo scorso anno. "Quest'opera - sottolinea Pizzech- ci permette di riflettere su un'idea di società e di rapporto tra uomo e società che certamente è un tema molto attuale. Come l'eterno conflitto tra sentimento e ragione che emerge dalla parola vivaldiana". Il lavoro del regista livornese si basa su un fortunato allestimento che lui stesso firmò nel 2003 al Festival Opera Barga con le scene di Michele Ricciarini, i costumi sono di Cristina Aceti, le luci di Enrico Finocchiaro.

Gli intrighi e i fasti dell'antica Roma repubblicana e l'eloquenza inconfondibile dei modi compositivi barocchi si incontrano nel Tito Manlio, opera che Vivaldi compose nel 1719 in veste di "maestro di cappella di camera" del governatore plenipotenziario dello stato di Mantova, il principe Filippo, per le nozze  che in realtà non furono più celebrate  tra il principe stesso e la principessa Eleonora di Guastalla. E' una delle innumerevoli pagine operistiche uscite dall'estro e dall'inesauribile vena creativa di Vivaldi, amato oggi dal grande pubblico soprattutto per lo straordinario catalogo strumentale, ma anche indiscusso protagonista, in quei primi decenni del Settecento, del fertile universo operistico che animava i teatri di tutta Europa.

Il ruolo del titolo, Tito Manlio, sarà interpretato dal basso Sergio Foresti, noto specialista del repertorio barocco. Ad interpretare il difficoltoso ruolo di suo figlio Manlio, di fatto vero protagonista dell'opera, sarà il soprano Giacinta Nicotra che torna a Ravenna dopo i successi del Demofoonte di Jommelli diretto da Riccardo Muti. Servilia, promessa sposa di Manlio, sarà il mezzosoprano Romina Tomasoni, terzo premio all'ultimo concorso Tebaldi; Vitellia, la figlia di Tito, sarà interpretata dal contralto ungherese Kornelia Bakos; nei panni dell'amante di Vitelia Lucio,  il soprano Valentina Coladonato, altra protagonista del già citato Demofoonte; il mezzosoprano Margherita Settimo vestirà i panni del capitano delle falangi Decio. Completano il cast il tenore Nicola Pisaniello interprete di Geminio, il capitano dei latini fratello di Servilia e amante di Vitellia, e il baritono cileno di origine di adozione italiana, Christian Senn che darà voce a Lindo, servo di Vitellia.

 

 

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