Ravenna, procedura di mobilità per i lavoratori Pansac. Matteucci: �Atto di inaudita ferocia sociale�

Ravenna, procedura di mobilità per i lavoratori Pansac. Matteucci: “Atto di inaudita ferocia sociale”

Ravenna, procedura di mobilità per i lavoratori Pansac. Matteucci: �Atto di inaudita ferocia sociale�

RAVENNA - "La Nuova Pansac ha avviato la procedura di mobilità per 501 dipendenti su 844 totali del Gruppo. Addirittura 60 in più di quelli che aveva dichiarato come esuberi nell'ultima riunione al Ministero, lo scorso 4 maggio, in occasione della presentazione di un aberrante piano industriale. Tra questi anche tutti gli 81 dipendenti dello stabilimento di Ravenna". Lo ha affermato il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, sostenendo che "a pagare gli errori di gestione sono solo i lavoratori".

 

Il primo cittadino ha spiegato di aver avuto un colloquio telefonico con il responsabile dell'unità per le crisi aziendali del Ministero che lo ha informato che solo mercoledì mattina "aveva incontrato l'azienda e che niente è stato detto di una decisione che era stata sicuramente già presa. E' la conferma dell'arroganza di un gruppo dirigente che ha superato ogni limite".

 

"Faremo di tutto per convincere l'azienda a mantenere a Ravenna un suo punto produttivo - ha garantito Matteucci -. Lunedì ho convocato un tavolo istituzionale sulla crisi della Nuova Pansac al quale, oltre ai sindacati, hanno già dato conferma della partecipazione la Regione, la Provincia, i parlamentari e i consiglieri regionali locali. Questo provvedimento di inaudita ferocia sociale conferma l'esigenza di una linea di grande fermezza da parte di tutte le istituzioni". Il sindaco ha poi espresso ai lavoratori della Nuova Pansac "il sostegno e la solidarietà di tutta la comunità ravennate".

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