Ravenna, prospettive di mercato per l'agricoltura

Ravenna, prospettive di mercato per l'agricoltura

RAVENNA - "E' proprio il caso di dire continua a piovere sul bagnato. A parte le battute - commenta Libero Asioli, assessore provinciale all'agricoltura - il mondo delle imprese agricole si appresta ad affrontare la stagione produttiva 2010 con grande preoccupazione e con poche certezze. Le uniche certezze, purtroppo, sono date dall'andamento climatico, ancora una volta sfavorevole alle produzioni agricole".

 

L'inverno con temperature basse fuori dalla norma ha creato danni irreparabili, particolarmente agli impianti di Kiwi. Le piogge, troppo frequenti e abbondanti, non hanno certamente favorito alcune colture. Ma il danno più grave lo hanno causato le grandinate che hanno toccato in più parti il territorio della nostra provincia.

 

"Ora la vera preoccupazione per gli imprenditori agricoli - continua Asioli - è quella che deriva dal mercato. I consumi continuano a rimanere agli stessi livelli dello scorso anno. I prezzi non danno sicurezza e per alcuni prodotti restano estremamente volatili.Sia le associazioni agricole che le Organizzazioni dei Produttori (OP) stanno mettendo in campo nuove azioni per incentivare i consumi sia sui mercati nazionali che esteri dando vita anche a progetti innovativi".

 

"Bene ha fatto comunque l'assessore regionale Tiberio Rabboni - precisa Asioli - a chiedere l'intervento urgente del Governo nazionale, invitando il Ministro Galan a porre al centro dell'azione di governo il tema del comparto della frutta estiva. In attesa di un pacchetto complessivo di misure da condividere a livello comunitario, l'assessore regionale ha chiesto al Governo di farsi promotore di un accordo tra mondo agricolo e grande distribuzione per limitare gli effetti negativi di possibili crisi di mercato, evitando eccessiva disparità fra prezzi alla produzione e prezzi al consumo. Stessa cosa ha trovato applicazione in Francia, dove grazie all'autorevole mediazione del Presidente Sarkozy, si è raggiunto un accordo grazie al quale in caso di crisi di un prodotto, la distribuzione si impegna a non aumentare i suoi margini lordi, anzi a mediarli allo stesso livello di incidenza percentuale media delle tre campagne precedenti. Occorre - conclude Asioli - intervenire con urgenza. Se si dovesse ripetere una situazione analoga a quella del 2009, l'intero settore agricolo sarebbe a rischio sopravvivenza, in particolare le aziende più innovative e più giovani".

 

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