Ravenna: protesta dei sindacati: "Carcere da chiudere". Ma Roma non risponde

Ravenna: protesta dei sindacati: "Carcere da chiudere". Ma Roma non risponde

Ravenna: protesta dei sindacati: "Carcere da chiudere". Ma Roma non risponde

RAVENNA - Anche il ministero della Giustizia non ha dubbi: a Ravenna c'e' un "pauroso sottorganico" delle forze che devono gestire la drammatica situazione del carcere. E' quello che un dirigente del dipartimento romano avrebbe ammesso con il prefetto di Ravenna Floriana De Sanctis, che lunedì ha incontrato una delegazione sindacale in occasione del presidio organizzato in piazza del Popolo per protestare contro il sovraffollamento della struttura di via Port'Aurea.

 

Sono in tutto 48 agenti, racconta uno di loro, che al momento devono occuparsi di 177 detenuti (la capienza massima e' di 62). Di questi 18 sono ammalati, e nove "per stati di ansia, dovuti certamente anche al lavoro che svolgono". Lavorano quasi 12 ore al giorno, riferisce, e alcuni arrivano a fare anche 71 ore di straordinario in un mese.

 

Nessun riposo settimanale, insomma, nessuna possibilita' di programmare le ferie, e a volte  vengono anche richiesti altrove, per coprire carenze di personale di altre strutture della regione. "Purtroppo non c'e' rimedio- dice Deborah Bruschi, segretario generale della Funzione pubblica per la Cgil di Ravenna- dall'abolizione della leva in poi non c'e' altro modo di incrementare gli organici che attraverso concorsi pubblici. Va da se' che se non sono previste le risorse dalle finanziarie non ci si muove di un millimetro".

 

Da Roma il prefetto non ha avuto buone notizie: "Ci ha riferito che per il ministero la situazione

carceraria e' drammatica in tutta Italia, e che ci sono situazioni in cui i detenuti dormono nei corridoi- riporta la sindacalista- ma questo non ci fa stare meglio". Cosi' come non la consola l'annuncio di un parziale "sfollamento" di 20 detenuti, perche' "siamo in estate e si sa che in questo periodo per 20 che escono ne entrano 40".

 

Se non ci sono soldi per i rinforzi, figuriamoci per migliorare la struttura. "Almeno dopo sette anni

ci hanno sistemato docce e bagni", scuote la testa chi ci lavora, raccontando di celle non a norma di legge ("in sette metri e mezzo dormono in tre") e infiltrazioni d'acqua nella zona dei semiliberi, "in cui sono ospitati dei detenuti". Ma, malgrado le migliorie (sollecitate anche da un'ordinanza del sindaco), quel carcere "sarebbe da chiudere", commenta cupo.

 

Quando l'ha visto, "anche il deputato radicale Maurizio Turco ha detto che era il piu' brutto carcere d'Italia, che neanche in  Turchia ne ha mai visto uno cosi'", racconta Cesare Sama di Ravenna radicale, avvolto in una bandiera per sostenere la protesta dei sindacati. "Mi chiedo perche' nessun dica niente- continua- nonostante le visite periodiche, anche con istituzioni e parlamentari, gli aggiornamenti annuali, perfino un'inchiesta. Non c'e' un'altra situazione in Italia come quella del carcere di Ravenna, eppure niente si muove".

 

Oggi, in piazza, Cgil, Cisl e Uil sono riusciti a radunare fino a un centinaio di persone. A loro e' arrivata l'adesione di associazioni e partiti e quella del primo cittadino, che parla di protesta "sacrosanta". La situazione e' "seria e pericolosa- secondo Fabrizio Matteucci- e' a rischio la sicurezza di tutti i cittadini". Ma il Comune piu' di tanto non puo' fare: "Ho scritto tre volte al ministro Alfano, a giugno 2008, dopo la mia visita al carcere, il 25 maggio di quest'anno e l'ultima volta il 30 giugno, per chiedergli un incontro. Ma a nessuna delle tre lettere finora ho avuto risposta, spero che l'azione dei sindacati abbia piu' fortuna".

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