Ravenna: Provincia al lavoro per un nuovo piano faunistico venatorio

Ravenna: Provincia al lavoro per un nuovo piano faunistico venatorio

RAVENNA - L'anno che si è appena concluso è stato segnato dal lavoro per giungere alla stesura del piano faunistico venatorio provinciale ( PFVP)

 

"Il PFVP - precisa Libero Asioli, assessore provinciale alla caccia -  che sarà approvato nei primi mesi del 2009, dopo aver raccolto ed esaminato quanto realizzato nello scorso quinquennio, viene proposto nel segno della continuità, cercando di affrontare le problematiche emerse, al fine di permettere una duratura e proficua convivenza fra le componenti sociali interessate alla gestione faunistica e venatoria, rappresentate dalle associazioni agricole, ambientaliste e venatorie".

 

Allo scopo di aggiornare i dati ambientali e faunistici necessari al nuovo piano si è provveduto, accanto alle solite attività necessarie per la predisposizione dei programmi di prelievo della fauna selvatica cacciabile - fagiano, starna, lepre, capriolo e cinghiale -, ad aggiornare le conoscenze con nuovi censimenti e monitoraggi della avifauna nidificante e di quella migratoria invernale, con particolare riguardo ad anatidi e beccaccia in pineta, nonché di quelle specie che per la loro eco-etologia, si rendono estremamente impattanti sulla realtà socio-economica provinciale: corvidi, piccioni, storni, nutria, volpe, gambero rosso della Louisiana.

 

Sarà compito del nascente osservatorio faunistico, voluto dalla Regione Emilia - Romagna  mantenere aggiornati i dati nel prossimo futuro.

 

"A tale scopo - aggiunge Asioli - si sottolinea l'impegno necessario all'attuazione dei piani di controllo delle cosiddette specie opportuniste, spesso alloctone, che tanto danno arrecano all'ecosistema, alle produzioni agricole, alle arginature dei nostri corsi d'acqua. A questo proposito, i  Consorzi di Bonifica hanno sentito la necessità di organizzare un vero presidio degli argini, spesso pensili, al fine di prevenire possibili rotture o fontanazzi legati alle tane di nutrie od istrici".

 

Nella primavera scorsa a Faenza , in via Convertite, è nata una seconda struttura preposta alla raccolta dell'avifauna selvatica in difficoltà, la sua riabilitazione e la conseguente nuova immissione sul territorio.

 

Obiettivo di questo lavoro-monitoraggio, avviato a livello nazionale e coordinato dalle Ausl di competenza, si prefigge di valutare le possibile presenze o l'espandersi di malattie trasmissibili dalla fauna selvatica agli animali domestici di allevamento, nonché all'essere umano.

 

Assieme agli ATC competenti per territorio, all'interno della gestione delle zone protette, quali zone di rifugio e ripopolamento sono state efficacemente sperimentate apposite recinzioni elettrificate al fine di permettere una confacente immissione, acclimatamento ed inserimento in natura in modo estremamente assistito della fauna selvatica destinata a ripopolamenti e alla riproduzione.

 

"Un altro grosso impegno - ci tiene a sottolineare Asioli - ci è richiesto al fine di una corretta opera di formazione ai nuovi e vecchi cacciatori. Accanto ai consolidati esami per l'abilitazione all'esercizio dell'attività venatoria, per tre-quattro sessioni ogni trimestre, si è provveduto e si provvederà alla formazione di cacciatori specializzati nella caccia del cinghiale in forma collettiva, nella caccia di selezione agli ungulati, di cacciatore specializzato nella caccia del cervo, e da ultimo nell'abilitazione quale conduttore del cane da traccia. Abilitazione quest'ultima che assume particolare importanza in quelle località come la nostra fortemente popolata di ungulati, finalizzata ad offrire un servizio, al di fuori dell'attività venatoria, destinato al recupero di quegli ungulati che per le più svariate ragioni, venatorie e non, possono rimanere feriti ed andare perduti" .

 

 

"Come impegno di quest'inizio d'anno - conclude Asioli - stiamo provvedendo ad attivare il rinnovo dei tesserini per l'abilitazione alla raccolta dei tartufi, circa 2000, che scadono il 31 gennaio" .

 

"Ricordo, infine, che nel mese di gennaio, all'interno delle ZPS , a parziale modifica di quanto già stabilito dai calendari venatori in vigore, si può esercitare: l'attività venatoria in forma vagante e da appostamento in due giornate fisse alla settimana, giovedì e domenica, ad esclusione della caccia agli ungulati; rimane il divieto di abbattimento di esemplari di moretta".

 

Per conoscere i confini della ZPS è possibile consultare il sito internet

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