RAVENNA - Raccolta differenziata: secondo posto in Regione

RAVENNA - Raccolta differenziata: secondo posto in Regione

RAVENNA – Secondo posto in regione dopo Reggio Emilia. Eccellenza nella raccolta differenziata per Ravenna. Il dato ufficiale e certificato più recente è relativo al 2006 ed è pari al 42%, secondo le modalità di calcolo fissate dalla Regione Emilia Romagna. Secondo i criteri utilizzati dall’Apat(Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici), invece, Ravenna è al 38,9% nel 2006, quindi al 26esimo posto in Italia.


Per il 2007 l’obiettivo fissato dall‘Ato(Ambito territoriale ottimale), per il gestore, è del 45% di raccolta differenziata a scala provinciale e dovrebbe essere stato sostanzialmente raggiunto, ma i dati sono ancora in via di analisi. Per il 2008 l’obiettivo da raggiungere è fissato al 47,5%. Il Piano in adozione prevede di raggiungere almeno il 65% al 2012


In porzioni di territorio di 3 comuni è attiva la raccolta porta a porta, mentre le modalità più diffuse sono le isole ecologiche su sede stradale e le stazioni ecologiche: ne sono presenti 26 in provincia. Per alcune grandi utenze sono poi attivi dei servizi di raccolta differenziata mirata, che danno risultati importanti (stabilimenti balneari e grande ristorazione in aree costiere).


E’ prevista la realizzazione di altre 4 stazioni ecologiche. Recentemente la Provincia ha emanato un bando (216mila euro a fondo perduto) rivolto ai Comuni, per sperimentare ed implementare modalità di raccolta porta a porta più spinte. Sono state presentate domande da parte di 4 comuni e si stanno ora vagliando i progetti presentati. Il piano dell’Ato, proposto al gestore, prevede poi la raccolta differenziata dell’umido in alcune aree faentine e collinari, nelle quali questa raccolta ancora non ha luogo.


Parlando di rifiuti solidi urbani, in provincia di Ravenna, dal 1996, è attivo un impianto di incenerimento che usa la tecnologia del Cdr, con caldaia a letto fluido, della capacità di 56mila tonnellate annue, gestito da Hera. Il piano provinciale rifiuti, ora all’esame del consiglio provinciale, per la prima adozione, vieta la possibilità di realizzare nuovi impianti di incenerimento rifiuti in tutta la provincia. Non ci sono impianti di incenerimento rifiuti solidi urbani di proprietà privata. Ci sono poi gli impianti per i rifiuti speciali e pericolosi a servizio dell’area industriale chimica ravennate ma parliamo di un'altra cosa rispetto ai RSU.

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I cittadini mostrano grande senso civico e partecipazione, che sempre più viene incoraggiata con sconti in bolletta a chi conferisce differenziato. Altra pratica incoraggiata con sconti di un certo rilievo e’ la pratica del compostaggio domestico che risulta molto efficace per la riduzione dei rifiuti prodotti (una famiglia di 4 persone che accetti di utilizzare il compostatore domestico, dato in uso gratuito, ottiene uno sconto di 20 euro all’anno). Circa la possibilità di “spingere” il porta a porta in alcune nuove zone, più che l’ imposizione, si vuole calibrare un percorso che registri la condivisione e quindi partecipazione consapevole dei cittadini.



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