Ravenna, reperibilità zooiatrica. Ancisi (LpR): "Farabegoli andrebbe denunciato"

Ravenna, reperibilità zooiatrica. Ancisi (LpR): "Farabegoli andrebbe denunciato"

RAVENNA - "Per l'annuncio della soppressione, dal prossimo 1° gennaio, del servizio comunale di reperibilità zooiatrica, dato il 22 dicembre scorso, l'assessore Farabegoli dovrebbe essere denunciato per procurato allarme sociale, tanta è stata la reazione angosciata di una folla di cittadini. Non potrebbe invocare l'attenuante del risparmio di spesa pubblica, data - se mai - l'aggravante di essere egli assessore ai diritti degli animali, laddove, in una comunità civile, dev'essere garantito, per gli animali amici dell'uomo, e non solo, il diritto alla difesa della loro vita."

 

Lo sostiene Alvaro Ancisi, capogruppo in Consiglio comunale di Lista per Ravenna, che commenta così l'annuncio della soppressione del servizio comunale di reperibilità zooiatrica da parte dell'assessore Farabegoli.

 

"La marcia indietro del solo taglio di poche ore della reperibilità medica veterinaria non giustifica un agire che, se fosse stato responsabile, avrebbe dovuto essere attentamente ponderato e discusso, preventivamente, con le parti interessate. La consultazione del gruppo dei veterinari in grado, disponendo anche di un ambulatorio, di sostenere la reperibilità prefestiva, festiva e notturna e quella meridiana durante le ore di chiusura delle cliniche veterinarie avrebbe consentito, unitamente al confronto con le associazioni animalistiche, di trovare un'equa soluzione, che tenesse conto delle esigenze di bilancio del Comune senza dichiarare l'eliminazione improvvisa e drastica del servizio".

 

"La necessità - dice Ancisi - di trovare un rimedio all'ultimo momento ha fatto sì che, dopo che è stato ridotto il taglio della reperibilità ad alcune ore dei giorni feriali (dalle 13.30 alle 15.30 e dalle 6 alle 8), la disponibilità dei veterinari a tenere acceso il loro cellulare anche in questo arco di tempo sia frutto di una libera adesione e non di un dovere".

 

"Occorre, invece, che al più presto, si dia corso ad una vera e propria convenzione tra i comuni di Ravenna, Cervia e Russi e il gruppo dei veterinari libero-professionisti, che disciplini l'intera copertura della reperibilità, sia quella sostenuta dagli enti locali, sia quella comunque garantita dai professionisti privati, assicurando anche ai cittadini qualcosa in più, che è loro dovuto, e precisamente: che possano rivolgersi al 118 in ogni caso, anche nelle ore soppresse dal servizio pubblico, senza dover telefonare a cellulari privati; che le tariffe veterinarie non debbano subire maggiorazioni in conseguenza delle modifiche del servizio" conclude Ancisi.

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