RAVENNA – Restituzione 10 euro prestazioni sanitarie. Ancisi: “Un gioco infernale”

RAVENNA – Restituzione 10 euro prestazioni sanitarie. Ancisi: “Un gioco infernale”

RAVENNA – “Le modalità prescritte per ottenere il rimborso della tassa di 10 euro sulle prestazioni AUSL da parte di chi ne effettuato la prenotazione tra il 6 novembre e il 4 dicembre 2006 sono assolutamente fuori logica e rappresentano emblematicamente l’abisso che separa la gestione della sanità pubblica nella nostra regione dai suoi utenti.”


Questo il pensiero di Alvaro Ancisi del gruppo consiliare Lista per Ravenna.

“Per ottenere questa somma un cittadino, molte volte anziano o di poca salute, raramente esperto di internet – ha continuato Ancisi schierandosi dalla parte del cittadino - dovrebbe recarsi presso una sede dell’AUSL per acquisire il modulo prescritto, indicare il codice fiscale, presentare in originale tutta la documentazione amministrativa rilasciata dal CUP e dagli ambulatori al momento della prestazione e della tariffazione e in aggiunta la documentazione comprovante il pagamento del ticket ordinario (che non è oggetto di alcun rimborso) e della quota fissa di 10 euro (oggetto del rimborso). Se la domanda sarà in regola con tutti questi adempimenti e quindi accettata, riceverà una lettera che lo autorizzerà a recarsi presso uno sportello bancario di una sola determinata banca per ottenere i sospirati 10 euro: un gioco infernale che non vale in termini di tempo la candela e soprattutto non è praticabile dalla maggior parte degli utenti che non siano commercialisti e non conservino maniacalmente tutta una serie di originali per ogni prestazione sanitaria ricevuta dall’AUSL.

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Viene da chiedersi quale immagine del cittadino comune che ricorre ai servizi dell’AUSL abbiano in mente le gerarchie della sanità pubblica regionale: certamente distorta e irreale, persino offensiva.”

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