Ravenna, riapre al pubblico la rinnovata sala Nullo Baldini

Ravenna, riapre al pubblico la rinnovata sala Nullo Baldini

Ravenna, riapre al pubblico la rinnovata sala Nullo Baldini

RAVENNA - Sarà inaugurata alle 10.30 di sabato 2 ottobre, la restaurata Sala Nullo Baldini del Palazzo della Provincia, in via Guaccimanni, 10. Alla cerimonia presenzieranno: il presidente Francesco Giangrandi, il governatore dell'Emilia-Romagna, Vasco Errani e l'europarlamentare Ciriaco De Mita. "Intendiamo restituire alla città di Ravenna e a tutta la comunità provinciale, dopo i giardini e la Cripta Rasponi, anche questo luogo che è stato teatro di tanta storia politica e civile recente" commenta il presidente della Provincia.


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"Nel recente passato la sala era stata destinata ad archivio della Provincia ma ora, finalmente, possiamo destinare sala e locali adiacenti (hall di ingresso, guardaroba, gruppo servizi e saletta riunioni per dodici posti), a spazi multifunzionali."

 

"La ristrutturazione della sala che sabato sarà simbolicamente restituita alla comunità provinciale e alla cittadinanza ravennate è stato un lavoro lungo, iniziato quando ci siamo candidati ai finanziamenti dell'8 per mille. Abbiamo deciso - prosegue Giangrandi - che l'obiettivo principale doveva essere arrivare al finanziamento per ristrutturare e mettere in sicurezza questa sala. Stiamo parlando di un intervento da 490mila euro, di cui 300mila solo per i lavori edili, mentre gi arredi sono costati 154mila euro. È una sala moderna, che possiede attrezzature tecniche d'avanguardia, con una capienza di 121 posti e una sala riunioni che può ospitare una dozzina di persone. L'intervento ha permesso di recuperare anche i soffitti affrescati, componente fondamentale del fascino di questo luogo."

 

L'intervento appena concluso si compone infatti della realizzazione di impianti di videoproiezione, teleconferenza, videoregistrazione (con trasferimento di segnali alla sala riunioni), la diffusione sonora e rete dati; interventi per migliorare l'acustica della sala come l'applicazione di pannelli fonoassorbenti; lavori diversi di finitura come l'installazione di tende utili anche per una corretta insonorizzazione della sala; il restauro e la successiva ricollocazione delle porte interne esistenti; la sistemazione esterna del marciapiede su Via Guaccimanni per rendere più sicuro l'ingresso alla sala oltre che facilitarne l'accesso a persone diversamente abili.

 

La sede di piazza Caduti è la più importante delle sedi provinciali, non tanto per il significato e la rilevanza delle funzioni e degli organismi che vi sono ospitati (giunta, consiglio e presidenza), quanto per il suo intrinseco valore monumentale, che la colloca nell'ambito degli immobili vincolati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio. Per questa ragione, in presenza di un edificio ancora valido, la Provincia ha messo in cantiere un programma di riqualificazione tecnologica, edilizio-funzionale ed ambientale.

 

Dopo la realizzazione del 1° e 2° stralcio di tale programma che ha riguardato il tetto, gli infissi, l'aula consiliare, la sistemazione dei giardini, della serra, della torretta e della cripta Rasponi, e il loro inserimento nel circuito di RavennAntica, si è ora concluso il 3° stralcio dei lavori di riqualificazione della sala "Nullo Baldini" e degli spazi annessi.

 

La sala era, in origine, il salone da pranzo dell'Hotel Byron, al piano terra dell'ala su via Guaccimanni (ampliamento di Palazzo Rasponi), fatta costruire da Geremia Zoli nel 1899. Dal 1918 al 1922 il Palazzo fu sede della Federazione delle Cooperative e, dopo l'incendio appiccato da squadre fasciste nel 1922 e la costruzione del nuovo palazzo, diretta dall' architetto piacentino Giulio Ulisse Arata fra il 1925 e il 1928, diventerà sede della Provincia. Il 31 gennaio 1961, la Provincia dispone la "trasformazione del salone posto al n. 10 di via Guaccimanni in sala per convegni e pubbliche conferenze", stanziando la cifra, ragguardevole per quegli anni di un milione 750mila lire e ipotizzando "la trasformazione del locale in sala del Consiglio". Un documento della "Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo", datato 7 febbraio 1961, autorizzava la Provincia ad adibire la sala a "pubblici convegni e conferenze con eventuali proiezioni cinematografiche con macchina a formato ridotto" per complessivi 168 posti. Da quel momento la sala diviene punto di riferimento per la vita cittadina e di tutta la comunità ravennate, ospitando innumerevoli manifestazioni di carattere istituzionale, politico, economico e sociale. Negli anni '80, la legge sulla sicurezza dei locali pubblici costrinse l'amministrazione a utilizzarla come archivio provinciale.

 

L'elemento di maggior rilievo formale della sala è costituito dai soffitti decorati, commissionati da Geremia Zoli (proprietario dell'albergo Byron) ad autore sconosciuto. La composizione è formata da quattro riquadri raffiguranti, nella zona centrale, le quattro stagioni dove fanciulle e giovanetti sono circondati in successione da mazzi di fiori (primavera), da fasci di grano (estate), da grappoli d'uva (autunno) ed infine dal gelo della neve (inverno). Nell'opera vi si può senz'altro riconoscere una "mano" di buon livello che ha reso piacevolmente la composizione della scena, la leggiadria delle figure nel movimento delle vesti e l'effetto cromatico e brillante dei colori.

 

Nel 1927 i soffitti vennero restaurati una prima volta. In tale occasione furono aggiunti otto stemmi (due per riquadro) raffiguranti simboli comunali. I restauri più recenti sono stati eseguiti dalla ditta Arte e Restauro s.r.l. di Mandriole (Ravenna), direttore di cantiere Angela Guerrini (restauratrice e titolare della ditta), direttore operativo Elisabetta Concina (restauratrice), sotto l'alta sorveglianza di Cetty Muscolino della Soprintendenza ai Beni Architettonici .


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