Ravenna, ricercatori e studenti organizzano una manifestazione

Ravenna, ricercatori e studenti organizzano una manifestazione

RAVENNA - Venerdì 8 ottobre, alle ore 9.30, la Rete degli Studenti Medi Ravenna, il Collettivo Autonomo Ravenna, il Coordinamento Precari Scuola, il Collettivo Universitario Calamandrei e i Ricercatori indicono unitariamente una manifestazione di protesta in difesa della Scuola Pubblica in concomitanza con la mobilitazione studentesca nazionale. Il concentramento avrà luogo alle 9.30 in Via Farini, davanti ai giardini Speyer.

 

Alle 10.00 partirà il corteo che giungerà in Piazza del Popolo dove alcuni rappresentanti del mondo scolastico e universitario interverranno. Dicono i coordinamenti: "Protestiamo per il peggioramento dell'offerta formativa, la rimozione di tutti gli indirizzi sperimentali, la drastica riduzione delle ore di lezione, di laboratorio e di stage, il sovraffollamento delle classi (come per esempio la classe di 39 studenti all'ITIS Nullo Baldini!), la riduzione di 300 unità nel corpo docente della provincia di Ravenna e di 132.000 sul territorio nazionale, il taglio di 680 milioni al fondo per il finanziamento ordinario dell'università: questo rappresenta solo la punta dell'iceberg che sta affondando la scuola pubblica".

 

E ancora: "La profezia annunciata nel 1950 da Piero Calamandrei, padre costituente, sul pericolo di un eventuale partito dominante che manda in malora le scuole di stato per favorire quelle private, si sta ulteriormente concretizzando con le leggi in discussione in Parlamento che prevedono: la privatizzazione dei Consigli di Amministrazione (CdA) di istituti superiori e università con inserimento massiccio di membri privati esterni, trasformazione degli istituti superiori e università in fondazioni, responsabilità didattiche trasferite dal collegio docenti e dal senato accademico al CdA con conseguente asservimento della didattica a logiche di mercato e di profitto, precarizzazione della figura del ricercatore con conseguente incentivazione della "fuga dei cervelli" all'estero, rappresentanza studentesca ridotta al lumicino in tutti gli organi dell'università".

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