Ravenna ricorda le vittime della Shoah

Ravenna ricorda le vittime della Shoah

Ravenna ricorda le vittime della Shoah

RAVENNA - In occasione della "giornata della memoria", che ricorda le vittime della Shoah, nell'atrio della stazione ferroviaria si è svolta la cerimonia pubblica di omaggio alla lapide in memoria degli ebrei transitati per la stazione di Ravenna con destinazione Auschwitz.  Il Sindaco ha poi partecipato all'iniziativa che si è svolta nel salone degli Stemmi della Prefettura in cui sono state consegnate le onorificenze ai superstiti e ai familiari dei ravennati deportati e internati nei lager.


LE IMMAGINI DELLA GIORNATA (Rafotocronaca)

 

L'iniziativa  si è svolta alla presenza del  Sindaco Fabrizio Matteucci, del  Presidente del Consiglio comunale Valter Fabbri, del  nuovo Prefetto Bruno Corda, del  Questore Giuseppe Racca, del  Comandante provinciale dei Carabinieri, Col. Guido De Masi, dell'Assessore Marino Fiorentini in rappresentanza della Provincia, di un folto gruppo di consiglieri comunali, di alcuni  rappresentanti delle Circoscrizioni, di rappresentanti delle associazioni combattentistiche,  di volontariato culturale e sociale  e di alcuni studenti del Ginanni accompagnati dalla Preside Patrizia Ravagli. 

 

Qui Matteucci  ha tenuto un breve intervento che riportiamo di seguito.

 

"Il 27 gennaio del 1945 si aprirono i cancelli di Auschwitz,   rivelando a  tutto il mondo l'immenso orrore della follia nazista.

E' stato scritto che i soldati russi che arrivarono là non riuscirono ad aprire bocca di fronte alla vista  agghiacciante di uomini, donne e bambini ridotti a larve umane. 

‘La verità - raccontò uno di loro - è quel 27 gennaio nessuno di noi soldati si era reso conto di aver varcato un confine da cui non si rientra. Subito pensai a qualche migliaio di morti. Invece era la fine dell'umanità'.

Il   27 gennaio è la data stabilita dalla legge per  ricordare  l'evento più tragico del Novecento.

E' il giorno della memoria per onorare le vittime dell'olocausto, per ricordare la persecuzione dei cittadini ebrei,  per riflettere sulla profonda ingiustizia delle leggi razziali, per dedicare un ricordo a tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte per mano nazista.

Nei lager venivano portati gli ebrei, ma anche gli slavi, gli zingari, i nemici politici, gli omosessuali,  gli intellettuali,  i prigionieri di guerra. I diversi. Quelli che secondo una logica assurda  e disumana non erano degni di vivere in comunità, e quindi  andavano eliminati. In quei campi di concentramento morirono milioni di persone.

Anche il nostro territorio è stato colpito da quella tragedia.

Poco fa, abbiamo reso omaggio alla lapide che è stata eretta  alla stazione ferroviaria in ricordo di  un episodio tremendo avvenuto nella nostra città,  un anno prima dell'apertura dei cancelli di Auschwitz.

Nella notte tra il 25 e il 26 gennaio del '44, dalla stazione ferroviaria di Ravenna, partirono 31 cittadini della nostra provincia per raggiungere il carcere di San Vittore e da lì essere deportati in quel lager diventato tristemente famoso come luogo di morte.

Erano uomini, donne, ragazzi, intere famiglie  la cui unica colpa era appartenere ad una razza giudicata inferiore.

Il 3 febbraio ricorderemo insieme agli alunni del Mordani, la sua scuola, Roberto Bachi.

Bachi che aveva la colpa di essere un bambino ebreo venne  inghiottito  nel  gorgo di  violenza cieca e terribile dell'olocausto.  

Istituire la giornata della memoria è stato come adempiere ad un dovere morale: il dovere di non dimenticare e soprattutto di capire. Perché bisogna conoscere quello che accadde e leggere questi orrori pensando al presente, solo così la storia può essere maestra di vita.

Bisogna non smettere mai di raccontare e trasmettere tutto quello che sappiamo ai giovani, perché sono loro che dovranno, domani, ricordare in nome delle generazioni precedenti.

 ‘Oggi siamo qui per non dimenticare e ricordare che i nostri diritti sono i diritti di tutti'.

Prendo a prestito le parole di Felicita, 24 anni, studentessa all'università di Pisa che in questi giorni insieme ad altri studenti toscani, seicento in tutto,   si trova   in Polonia per vedere, con i propri occhi, il luogo dove è stato perpetrato il crimine più atroce: Auschwitz , appunto.

Questo è il vero e più profondo significato della giornata delle memoria. Questo è il vero l'insegnamento della storia: ‘E' importante ricordare per non ripetere gli errori del passato e sensibilizzare tutti sui temi della discriminazione', è il pensiero di Arianna, 18 anni.

E' soprattutto per sensibilizzare i nostri ragazzi che sono importanti iniziative come la giornata della memoria.

E andare sui luoghi dell'olocausto è un'esperienza profonda e  preziosa per capire le estreme conseguenze dell'odio e della violenza.

I lager di sterminio furono voluti dagli uomini contro altri uomini.

Il  male non si materializza all'improvviso, ma cresce lentamente, nelle pieghe della quotidianità  e, all'inizio si esprime in forme all'apparenza innocue.

Nasce quando incominciamo a pensare che ci sono persone che sono diverse da noi e che non hanno i nostri stessi diritti.

Anche così si creano  le premesse per atti terribili come la creazione di campi di sterminio.

Oggi, come ogni anno, ci troviamo insieme ai familiari di quanti hanno perduto la vita nella più grande tragedia del Novecento.

Ci stringiamo a loro per esprimere la nostra sentita vicinanza e per rinnovare la nostra promessa: quella di non dimenticare per scongiurare altre atroci barbarie.

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Ravenna, città medaglia d'oro al valor militare, oggi città partigiana del tricolore e della Costituzione, si stringe alle vittime di quella pagina drammatica dell'Italia e dell'Europa".


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