Ravenna, ricordati i 13 morti della Mecnavi. Lunedì a Casa Melandri convegno sulla sicurezza

Ravenna, ricordati i 13 morti della Mecnavi. Lunedì a Casa Melandri convegno sulla sicurezza

Ravenna, ricordati i 13 morti della Mecnavi. Lunedì a Casa Melandri convegno sulla sicurezza

RAVENNA - In occasione  del ventiquattresimo  anniversario della strage della Mecnavi che costò la vita a 13 lavoratori costò la vita a 13 lavoratori impegnati nelle operazioni di manutenzione della nave Elisabetta Montanari ormeggiata nel porto di Ravenna, le vittime sono state ricordate domenica in una cerimonia che si è svolta in piazza del Popolo alla presenza, fra gli altri, dei rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati, delle forze dell'ordine e dei familiari.

 

Dopo la deposizione delle corone alla lapide in memoria della  tragedia posta lungo lo scalone del Municipio, sono intervenuti  il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, il Vicesindaco del Comune di Bertinoro,  Giampaolo Amadori e il  Segretario generale Cgil Ravenna,  Marcello Santarelli. Il Sindaco Matteucci, ha aperto il suo intervento con un breve ricordo di Roberto Gualandi, per dieci anni Assessore comunale di Ravenna,  recentemente scomparso. Gualandi, ha detto il Sindaco, nella sua importante esperienza amministrativa  si è speso sui temi di un lavoro compatibile con l'ambiente e con la salute dei lavoratori. "Se avesse potuto sarebbe stato qui con noi", ha aggiunto.

 

Matteucci  ha sottolineato come il 13 marzo di ogni anno, alla commemorazione delle 13 vittime si accompagna la riflessione sui temi della sicurezza.  Il  Sindacato  ha  elencato  le azioni messe in campo dall'Amministrazione comunale insieme alle altre istituzioni, ai sindacati e alle associazioni economiche per fare crescere e radicare la cultura della sicurezza sul lavoro.

 

"A febbraio abbiamo rinnovato, per altri tre anni, il protocollo per la sicurezza al porto. Abbiamo accolto la richiesta dei sindacati di estenderne l'applicazione a tutte le realtà produttive e a tutti quei lavoratori che operano, a diverso titolo, nel nostro scalo portuale.   siglato un protocollo per gli appalti pubblici e presto, mi auguro, ne sigleremo un altro per gli appalti privati. Abbiamo formato una cinquantina di persone nei due corsi di alta formazione industriale promosso insieme all'Università e ad altri soggetti istituzionali in memoria di Raffaele Rozzi, il giovane ingegnere chimico morto a Bilbao nel tentativo generoso di salvare i suoi compagni di lavoro.  Poi abbiamo deciso, dall'anno accademico 2009-2010,  di proseguire nelle iniziative nel suo ricordo legando il tema della formazione alla sicurezza ad un più ampio coinvolgimento dei giovani. I giovani restano il  soggetto  debole  del mercato del lavoro". 

 

"E' fondamentale - ha affermato Matteucci - che i nostri figli crescano con la consapevolezza che avere un lavoro sicuro è un diritto di tutti e che la vita viene prima di tutto.   corso è stato quindi trasformato nell'assegnazione di premi a quattro laureandi delle Facoltà ravennati di chimica e Giurisprudenza e a due istituti superiori per l'elaborazione di tesi ed elaborati su temi della sicurezza sul lavoro. In aprile presenteremo ufficialmente i dati del convegno multidisciplinare sull'amianto che si è svolto il primo ottobre del 2010 nella nostra città. A partire dal 2010, in occasione della giornata nazionale dedicata dall'Anmil alle vittime sul lavoro che si svolge la seconda domenica di ottobre di ogni anno, abbiamo deciso di ricordare  tutti i caduti sul lavoro ravennati, dal 2000 ad oggi".

 

Matteucci ha  invitato a mantenere alta l'attenzione sul tema della sicurezza.  "Non dobbiamo mai  sentirci appagati dal nostro impegno. Il  trascorrere del tempo rischia di fare diventare queste morti invisibili fino a farne scomparire la memoria. Noi vogliamo invece ricordare quelle vittime. E non c'è niente di retorico  nel ricordo che ci aiuta a mantere la barra dritta, a fare sempre di più.

Regole, controlli, formazione,  una cultura diffusa che mette, davanti a tutto, la vita e la salute dei lavoratori".

 

Il Vicesindaco Giampaolo Amadori ha ricordato che fra le 13 vittime c'erano anche 5 operai di Bertinoro. Nel suo intervento Amadori ha sollevato il tema, attualissimo, dello sfruttamento della manodopera straniera e ha ricordato a questo proposito la battaglia condotta dall'Amministrazione comunale bertinorese nei confronti della concorrenza straniera nel settore del mobile imbottito. "Non possiamo accettare - ha affermato - che dei lavoratori stranieri, arrivati in Italia, siano costretti da imprenditori senza scrupoli stanieri ma anche purtroppo italiani, a vivere e a lavorare in Italia nell'assoluta mancanza di regole".

 

Sottolineando  la concomitanza della cerimonia ravennate con la messa in ricordo delle vittime che si è svolta questa mattina nella cattedrale di Bertinoro, Amadori ha invitato  i presenti ad unirsi idealmente "a questo grande gesto di riflessione e di preghiera".  La cerimonia è stata conclusa dal  Segretario generale della Cgil, Marcello Santarelli. Santarelli ha ricordato che quella tragedia fu causata da fatti che rappresentano la summa di tutto ciò che non doveva succedere: il caporalato, il lavoro nero, il ricatto intimidatorio verso fasce di emarginati, la distruzione del tessuto sindacale allo scopo di ottenere un vantaggio competitivo, il subappalto al massimo ribasso e la violazione delle norme più elementari riguardanti la prevenzione degli infortuni allo scopo contrarre i costi e massimizzare i profitti.

 

"Ravenna - ha detto - ogni anno ricorda come la distrazione, la sottovalutazione, il lassismo o l'omissione possano portare a tragedie immani. Ravenna ogni anno rinnova il proprio impegno affinché ciò che accadde 24 anni fa non accada mai più. Ravenna ogni anno rinnova una promessa: 'prometto che non sarò mai più distratta o lassista, prometto che farò tutto quanto è nelle mie possibilità per proteggere i miei cittadini a prescindere dalla loro nazionalità, dal loro credo e dal loro censo'".

 

Santarelli si è poi soffermato sulla situazione attuale: "Oggi, nel mezzo della crisi economica più devastante dal dopoguerra, Ravenna ha fatto una scelta: tentare di riprogettare il proprio futuro mantenendo come valore centrale la coesione sociale e la concertazione quale elemento strategico della governance. La conferenza economica provinciale ha indicato assi prioritari condivisi. Il porto rappresenta il primo di questi assi. Il pronto rinnovo del protocollo per la sicurezza delle attività portuali e l'impegno assunto per la sua estensione a tutte le attività effettuate nell'ambito del porto rappresentano un passo nella giusta direzione. Devo però rimarcare come, specialmente nell'ambito della cantieristica, ci risulta essere ancora diffuso, nelle ditte appaltatrici, il ricorso alla paga globale, a un abuso degli straordinari e la pratica della conversione in malattia degli infortuni meno gravi. Queste pratiche rappresentano un illecito nei confronti dell'Inps, distorcono gli indici infortunistici e, per ciò che riguarda gli straordinari, aumentano notevolmente la probabilità di infortunio. L'attività ispettiva in questo ambito dovrebbe essere più sollecita. Nelle prossime settimane dovranno essere completati gli allegati ai protocolli di accordo sugli appalti pubblici e privati, un percorso che ha avuto 3 anni di gestazione, troppo, ora aspetta alla Provincia impegnarsi affinché al più presto si arrivi alla firma di fronte al Prefetto. I protocolli saranno uno strumento utile, condiviso da tutte le parti, per regolare gli appalti, aumentare gli standard di sicurezza e combattere le infiltrazioni mafiose nella nostra economia".

 

Santarelli ha poi sottolineato la necessita di perseguire la "via alta allo sviluppo". "La sicurezza - ha detto - non è un costo ma un in investimento". Lunedì le iniziative promosse in occasione dell'anniversario della Mecnavi, proseguiranno  alle 10 alla sala D'Attorre di Casa Melandri. In questa sede  si svolgerà il convegno "Lavoro e sicurezza - un impegno per tutti: il protocollo appalti pubblici e privati, il protocollo sicurezza nel porto", promosso da Cgil, Cisl, Uil, Comune, Provincia e Ausl nell'ambito dei progetti "Piani per la salute provincia di Ravenna".

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Il convegno sarà presieduto da Daniele Saporetti, segretario provinciale della Cisl. Dopo l'introduzione di Saporetti e i saluti del sindaco Fabrizio Matteucci e del presidente della Provincia Francesco Giangrandi interverranno: il prefetto Bruno Corda, l'assessore alle Attività produttive Matteo Casadio, il direttore della medicina del lavoro dell'Ausl Gianpiero Mancini, il vicepresidente di Confindustria Ravenna, con delega alla sicurezza e all'ambiente, Paolo Baldrati, che rappresenterà il tavolo provinciale delle associazioni di impresa. Le conclusioni saranno affidate a Paolo Carcassi, segretario nazionale della Uil.

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