RAVENNA - Rifiuti, Confesercenti: tariffe da rivedere

RAVENNA - Rifiuti, Confesercenti: tariffe da rivedere

RAVENNA - Dopo le riunioni svolte con i Comuni e dopo quella del 14 giugno u.s. con l’A.T.O. la Confesercenti sottolinea e rilancia pubblicamente le istanze avanzate. Al momento attuale non si può certo dire che le proposte relative alle tariffe del 2007 siano state concertate e men che meno che si sia tenuto conto delle osservazioni presentate da Confesercenti, l’unica a farle nel corso dell’ultimo incontro.


Partiamo dalle proposte relative ai territori.

1 Nel Lughese: per l’anno 2007 le categorie e sottocategorie rimangono invariate, non vi sono previsioni particolari di investimenti nel territorio, la raccolta differenziata è pari al 47%, forse la più alta nella provincia, nel 2006 le tariffe sono diminuite come previsto dagli indirizzi mediamente dello -0,2 % con effettivi andamenti nelle categorie del commercio e dei pubblici esercizi, chi da – 1,5% a chi dal + 1,2%.

Per l’anno 2007 negli indirizzi vi è una ulteriore diminuzione – 0.2%. Non tenendo conto dell’inflazione, quindi la media dovrebbe essere + 1,5, le medie effettive proposte per categoria sono le più svariate. Un esempio su tutti: il + 8 % per 83 fioristi-ortofrutta (da considerare che questa è la categoria che paga più in assoluto), seguono +5.5 per n. 165 bar, +5.1 per n. 82 ristoranti; c’è da dire che vi è anche un -2,2% per 34 aziende di negozi di tessuti antiquari cappellerie. Prima domanda, come possono le categorie rispettare l’aumento medio dell’inflazione di 1,5%?


1 Area faentina: Ato propone le tariffe 2007 andando ad applicare le tariffe dell’area ex AMI in modo uguale quando negli indirizzi 2005 si diceva che tutti i comuni dei bacini ex –ami e Faenza tendono a convergere nel periodo 2006-2008. Invece la proposta presentata dall’ATO porta ad imprese del settore commercio e pubblici esercizi aumenti spropositati a partire dai comuni dei circondario: a Casola + 65% ortofrutta e +65% pubblici esercizi, Brisighella + 40% pubblici esercizi, +30% ortofrutta.

A Faenza abbiamo aumenti medi del 3,7 in media con gli indirizzi del 2005 che prevedevano 2,9+ l’inflazione.

Lo stravolgimento del metodo di calcolo porta ad un aumento dei Kd (quantitativo di produzione per metro quadro) andando a modificare scelte politiche fatte precedentemente, senza che questo aumento sia supportato da un effettiva pesatura dei rifiuti. Aumenti che non corrispondono neanche ad un aumento dei servizi forniti.


2 Gli adeguamenti delle tabelle del lughese a Ravenna e Cervia portano in queste ultime aumenti dei pubblici esercizi fino al +59% per alcuni e diminuzioni del -20 % per altri.


Non è previsto nel piano presentato un recupero per evasioni di tariffa.


L’aumento del gettito provinciale + 3,8%, con un incremento max per il lughese del +6,2% (frutto anche della diversificazione operata tra domestico e non domestico), non è ben documentato e non si capisce chi l’ha deciso e perchè, di chi ne è la responsabilità: Comuni, ATO, HERA?


La Confesercenti chiede ai Comuni (che ne sono depositari degli indirizzi) e all’A.T.O. di rivedere le proposte.


Il Presidente Provinciale della Confesercenti Roberto Manzoni ribadisce con determinazione “Alle imprese come si possono chiedere incrementi di questo livello (ben oltre l’inflazione programmata) e oltretutto retroattivamente dal 1° di gennaio 2007?, aspetto questo in contrasto con lo Statuto del contribuente.

Noi pensiamo che l’impostazione delle tariffe sia da rivedere. Perchè gli adeguamenti all’omogeneizzazione non porta a convergere alle tariffe più basse e non sempre alle più alte? E perchè non scegliere la gradualità? E comunque vogliamo la documentazione in modo credibile degli aumenti per quelli che superano l’inflazione.

In un momento di difficoltà dove da più pardi si invitano anche le aziende ad uno sforzo per non aumentare i prezzi, dove si sono fatti protocolli come a Ravenna che tra gli altri impegnano a non aumentare i tributi comunali, le tariffe dei rifiuti per quest’anno non possono essere una variabile indifferente.

Per questo bisogna ritrovarsi e ricercare una soluzione concordata e meno onerosa.”

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Confesercenti Ravenna

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