Ravenna, riforma scolastica. La Cgil: "Aumentano gli studenti, calano gli insegnanti"

Ravenna, riforma scolastica. La Cgil: "Aumentano gli studenti, calano gli insegnanti"

Ravenna, riforma scolastica. La Cgil: "Aumentano gli studenti, calano gli insegnanti"

RAVENNA - Scuola: aumentano gli studenti, calano gli insegnanti. E per il prossimo anno scolastico sono previsti tagli dalle 170 alle 200 unità nel personale scolastico. La denuncia arriva dalla Flc Cgil di Ravenna, per voce della segretaria provinciale Monica Ottaviani: "Quelle che il ministro Gelmini definisce riforme, si traducono in pesantissimi tagli senza alcuna logica di cambiamento organizzativo, didattico e di programmi. Si peggiora di giorno in giorno".

 

"Solitamente per la scuola pubblica statale - dice Ottaviani - questo è il tempo delle prime valutazioni in tema di organici, classi e tempo scuola. Rispetto allo scorso anno, ad oggi, siamo in possesso dei soli dati che riguardano le iscrizioni nelle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di 1° grado perché , come è noto, la situazione delle superiori è un vero marasma visto che le famiglie e le scuole devono fare i conti con una riforma che sul piano formale ancora "non c'è"."


"Infatti, i nuovi regolamenti che dovrebbero andare in vigore il prossimo settembre, non sono ancora stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale perché non c'è ancora il parere favorevole della Corte dei Conti,  ma già è chiaro, sostiene Monica Ottaviani segretaria generale della FLC CGIL di Ravenna,  che hanno come unica logica quella di ridurre le ore di tempo scuola, delle materie nonché la cancellazione di tutte le sperimentazioni".


"Ad oggi non sono ancora chiuse le iscrizioni alle future classi prime per le superiori, ma già prevediamo gravissime conseguenze sulle scelte delle famiglie e sugli organici del personale scolastico e per questo continuiamo a chiedere il rinvio nell'applicazione della riforma. Noi, la FLC CGIL, siamo ancora in grado di indignarci di fronte ad un governo che  disattende sistematicamente le regole democratiche ed amministrative su cui poggia il nostro sistema democratico!"


"Quelle che il Ministro Gelmini definisce riforme, si traducono in pesantissimi tagli senza alcuna logica di cambiamento organizzativo, didattico e di programmi. Si peggiora di giorno in giorno la qualità dell'apprendimento, negando alle nuove generazioni il diritto allo studio. Gli esponenti del centrodestra, anche locale non perdono occasione per attaccare chi non la pensa come loro e vorrebbero ridurre al silenzio i lavoratori ed i loro rappresentanti, mettendo perfino in discussione il diritto di sciopero, costituzionalmente garantito".


"Sappiano questi signori - dice ancora la segretaria di Flc Cgil - che noi  continueremo  nella nostra battaglia e nella denuncia dello scempio a cui è sottoposta la scuola pubblica statale, mentre per quella privata aumentano le risorse,  e nella  denuncia  della  regressione culturale, sociale e democratica che si profila per il paese. Abbiamo subito  denunciato gli effetti  negativi dei provvedimenti che il Governo si apprestava a realizzare. Qualcuno affermò che raccontavamo bugie e che, al contrario, la cosiddetta "rivoluzione" Gelmini avrebbe portato benefici all'intero sistema pubblico d'istruzione. Amaramente dobbiamo dire che i dati ci danno ragione".


"Perché anche l'anno prossimo dovremo fare i conti con un taglio complessivo di oltre 40.000 posti che comporteranno, a livello provinciale, una riduzione significativa tra i 170 e i 200 posti. E tutto ciò a fronte di un significativo aumento degli studenti. Infatti dai primi dati in nostro possesso, si evince un incremento considerevole della popolazione scolastica che si può così riassumere:
Scuola infanzia: 2010/2011  4712 iscrizioni contro le 4488 del 2009/2010 +224 alunni pari al 5,45%. Scuola primaria : 2010/2011 15322 contro i 15086 del 2009/2010 +236 alunni  pari a +1,57%. Scuola secondaria di 1° grado: 2010/2011  9140 contro gli 8835 del 2009/2010  +305 alunni pari al 3,46%".


"Le famiglie ravennati scelgono nella scuola primaria, per il 49% il tempo pieno ( pari a 1605 richieste per le future classi prime;  complessivamente 7517 famiglie hanno scelto il tempo pieno).
Nella scuola dell'infanzia a fronte dell'aumento dei bambini occorrerebbero 10 sezioni in più rispetto allo scorso anno (che corrispondono a 20 insegnanti in più) oltre al completamento delle sezioni attivate nel corrente anno solo part time e che hanno funzionato grazie al contributo economico dell'ente locale".


"Nella scuola secondaria di 1° grado - continua Ottaviani - sempre meno sono le famiglie che  possono iscrivere i propri  figli al tempo prolungato perché le norme vigenti, di fatto, lo impediscono. Dobbiamo dire fin da subito che non potrà più accadere che siano gli enti locali, e quindi i cittadini delle nostre comunità,  a farsi carico di responsabilità che sono unicamente  dello Stato. Naturalmente è bene che le famiglie sappiano che non ci saranno risorse sufficienti per far fronte all'aumento di classi o sezioni e la conseguenza sarà che continueranno ad aumentare, o per meglio dire a stipare un numero sempre maggiore di alunni per classe. Invitiamo le famiglie, le istituzioni locali, le ASL,  i Vigili del Fuoco, la Prefettura e tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza dei nostri bambini a vigilare con grande attenzione affinché vi sia il rispetto rigoroso delle norme di legge. Noi faremo la nostra parte al fianco dei lavoratori della scuola, delle famiglie e di tutta la comunità ravennate".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -