Ravenna, rischio chimico: la Provincia approva i piani di emergenza esterna

Ravenna, rischio chimico: la Provincia approva i piani di emergenza esterna

RAVENNA -  Il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità i piani di emergenza esterna (P.E.E.) per cinque stabilimenti a rischio di incidente rilevante: la S.T.I. Solfotecnica Italiana SpA e l'Autogas Nord Veneto Emiliana di Cotignola, le Distillerie Mazzari di S. Agata sul Santerno, le distillerie Caviro e la Tampieri SpA di Faenza.

  

"Si tratta di due delibere molto importanti - ha spiegato l'assessore provinciale alla protezione civile Eugenio Fusignani - poichè hanno un'incidenza diretta sull'incolumità fisica e materiale dei cittadini. Infatti, nell'ambito del Piano generale per il rischio chimico industriale della provincia devono essere redatti piani esterni specifici per le singole aziende potenzialmente a rischio. Sono 9 gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Per cinque di essi la Provincia ha predisposto i relativi P.E.E. Invece, per gli stabilimenti Bunge Italia S.p.a e Hera Ambiente S.p.a di Ravenna e Villapana S.p.a. di Faenza non è stato necessario predisporre un P.E.E.; questi tre insediamenti sono infatti caratterizzati da uno scenario incidentale interno al proprio perimetro. Solo nel territorio di Bagnacavallo resta una situazione ancora da definire."

 

"Incidenti rilevanti - continua Fusignani - sono considerati tutti gli eventi (emissioni tossiche, incendio, esplosione) dovuti a sviluppi incontrollati che si verificano durante l'attività di uno stabilimento, che diano luogo a un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l'ambiente, anche all'esterno dello stabilimento e quindi col coinvolgimernto della popolazione residente. Quindi un evento che richiede urgenti provvedimenti di difesa per la popolazione e la tutela dell'ambiente mediante tempestive e qualificate azioni e che necessità di una risposta organizzata da parte di enti e strutture che intervengono in emergenza."

 

La legislazione vigente ha inserito nuovi importanti adempimenti per una sempre maggiore  tutela dell'ambiente, nei confronti di stabilimenti che, per la presenza di sostanze pericolose in determinati quantitativi, sono classificati " a rischio di incidente rilevante" (RIR).

 

La legge regionale specifica che per gli stabilimenti i piani sono predisposti dalla Provincia, sentita l'Arpa, l'Azienda unità sanitaria locale  e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, previa consultazione della popolazione, d'intesa con il Prefetto e i Comuni interessati. Tali Piani sono redatti  sulla base delle conclusioni della valutazione della Scheda Tecnica, oppure, in mancanza di tali risultanze, sulla base delle informazioni fornite dal gestore . Inoltre la legge regionale specifica che i P.E.E. sono parte integrante dei Piani Provinciali di emergenza in materia di protezione civile. Un P.E.E. deve essere strutturato in modo da contenere alcune parti fondamentali che possono essere brevemente così riassunte: una prima parte generale comprendente una descrizione del sito che deve comprendere almeno tre componenti fondamentali quali l'inquadramento territoriale, le informazioni sullo stabilimento, e l'individuazione degli elementi territoriali ed ambientali vulnerabili; una seconda parte che descriva gli eventi incidentali, le sostanze coinvolte, gli scenari incidentali, la valutazione delle conseguenze e la relativa individuazione delle Zone di pianificazione di emergenza e misure di protezione nonché la rappresentazione cartografica di tali Zone di pianificazione esterna dell'emergenza al fine di individuare gli elementi sensibili; una terza parte contenente il modello organizzativo di intervento, comprendente la definizione dei livelli di allerta, l'organizzazione delle procedure di intervento  e dei flussi comunicativi da attivare in relazione ai diversi livelli di allerta,  i ruoli , compiti, ed attività degli enti/strutture interessate distinte per le fasi di attenzione, preallarme, allarme-emergenza esterna, cessato allarme e gestione post emergenza.

 

La parte finale è la più significativa perché contiene l' "Informazione alla popolazione". Essa raccoglie elementi specifici riguardanti la campagna informativa preventiva curata dal Comune sul cui territorio sono ubicati gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, i comportamenti da adottare in caso di allarme che segnali un evento incidentale in corso. I P.E.E. devono inoltre essere riesaminati e se necessario riveduti e aggiornati a intervalli appropriati e comunque non superiori a tre anni."

"E' ovvio - conclude Fusignani - che, una volta definite tutte le situazioni analoghe sul territorio, la Provincia promuoverà adeguate esercitazioni specifiche che serviranno per testare e rodare la capacità d'intervento del sistema di protezione civile, in particolare del volontariato, in caso di emergenze reali riconducibili a questo tipo di rischio."

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