Ravenna, sala Nullo Baldini. La figlia scrive al presidente Giangrandi

Ravenna, sala Nullo Baldini. La figlia scrive al presidente Giangrandi

RAVENNA - La figlia di Nullo Baldini, signora Maria Luigia Nitti, 99 anni, ha fatto pervenire al presidente della Provincia ,Francesco Giangrandi, in occasione dell'inaugurazione della ristrutturata sala intitolata a suo padre, un messaggio di saluto.

 

"Ovviamente - precisa Giangrandi - leggeremo, come ci è stato chiesto,questo messaggio in apertura della cerimonia di domani mattina. Ho ritenuto però di inviarlo alla stampa affinché una testimonianza così lucida, passionale, che mi ha molto emozionato e di cui sono infinitamente grato alla signora Baldini, diventi patrimonio di tutta la comunità provinciale a cui di fatto è rivolta."

 

 

 

Ecco il testo integrale della lettera

 

Sono molto lieta di essere presente, benché lontana, a questa manifestazione per la riapertura della sala Nullo Baldini ristrutturata. Lieta e orgogliosa. Se l'orgoglio è un peccato, io sono una peccatrice, in quanto sono fiera e orgogliosa della figura di mio padre.

 

E sono lieta perché questa manifestazione mi permette di rendere, per così dire, pubblico, un giudizio su mio padre che mi è stato riferito da Arrigo Boldrini.

Fu in occasione di un incontro sul mondo della cooperazione. Arrigo Boldrini fu un cooperatore e fu un fiero difensore della cooperazione davanti a un Palmiro Togliatti che la voleva distruggere.

 

Arrigo Boldrini mi disse, in occasione dei rari incontri sul mondo della cooperazione - incontri rari ma ricchi di parole - che lui , giovane diplomato , era stato assunto da una cooperativa agricola. L'atmosfera che si respirava in quella piccola cooperativa lo aveva subito entusiasmato. Gli aveva fatto amare il mondo della cooperazione, poiché vi aveva trovato una costante collaborazione e uno spirito di eguaglianza tra i soci, di vera fratellanza.

 

Mi disse che, entrato come giovane perito agrario - certamente c'era già in lui, in nuce, il partigiano Bulow antifascista - insieme all'ammirazione per il mondo cooperativo, era incuriosito dalla persona che questo mondo cooperativo aveva creato  e che poi da questo stesso mondo che lui aveva creato era stato cacciato via dal fascismo.

 

Era sempre più curioso e sempre più domandava ai vecchi braccianti che lo avevano conosciuto, chi fosse Nullo Baldini. Da tutti riceveva un'uguale risposta: l'era un gran galantòman.

 

Altri sono stati incuriositi dalla personalità di Nullo Baldini. Il politico Luigi Preti ha visto in lui un manager, un grande manager, che creando un vero impero economico aveva creato altresì migliaia di posti di lavoro.

 

Altri, come lo storico Luigi Lotti, hanno visto in lui soprattutto l'uomo della bonifica. E, infatti, se oggi esiste una Milano Marittima al posto di una palude mefitica, posto di aria malarica, è proprio grazie a  Nullo Baldini bonificatore.

 

E del resto, bonificatore, egli lo fu fin dall'età di vent'anni. Nel 1884 portò i cooperatori romagnoli, quali pionieri, a redimere le terre paludose che circondavano la nuova capitale d'Italia, Roma, da Fiumicino a Ostia Antica. E dico Ostia Antica perché l'Ostia odierna, meta di gite domenicali dei romani al mare, non esisteva ancora.

 

Certo, sia Luigi Preti che Luigi Lotti che individuarono mio padre, per la sua opera, come la persona che più aveva operato per il benessere della Romagna odierna negli ultimi due secoli, espressero due giudizi esatti. Ma nella parola galantòman che i vecchi braccianti riferirono al curioso Arrigo Boldrini c'è qualche cosa di più della parola italiana galantuomo. Galantuomo è un uomo retto e onesto. E uomo retto e onesto fu senz'altro Nullo Baldini. Di lui è stato detto che, avendo maneggiato milioni di lire di allora, miliardi di euro adesso, morì povero. E, infatti, l'eredità lasciata da Nullo Baldini fu di duemila lire: mille per me e mille per mia sorella.

 

Ma per me il vero giudizio sulla personalità di Nullo Baldini è quello che gli attribuirono i vecchi braccianti, che lo conoscevano bene per il loro rapporto quotidiano con lui:un gran galantòman . E lo ripeto, in questa espressione c'è molto di più della parola italiana galantuomo .

 

Nell' espressione dialettale c'è il riconoscimento non solo di una vita onesta, ma il riconoscimento di qualche cosa di più. C'è una vita sempre lineare; c'è una possibilità di giudizio sempre equanime, senza mai lasciarsi influenzare dalle opinioni personali.

 

Nel giudizio galantòman c'è un sentimento d'amore che non c'è nella parola galantuomo. Un senso d'amore per un uomo che ha sempre pensato più agli altri che a se stesso, che voleva un pane sopra ogni tavolo, che voleva il benessere in ogni famiglia e che pertanto ha operato tutta la sua vita perché gli ultimi fossero uguali ai primi, perché ci fosse una giustizia sociale in un mondo migliore.

 

E penso che a Nullo Baldini il giudizio dei suoi vecchi braccianti sia quello che gli piacerebbe di più, perché egli fu veramente un gran galantòman e come un gran galantòman debba essere ricordato.. E anche, perché no, onorato.

 

Maria Luigia Nitti Baldini detta Pimpa

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -