Ravenna, saldi al via il 2 gennaio: mai così presto

Ravenna, saldi al via il 2 gennaio: mai così presto

Ravenna, saldi al via il 2 gennaio: mai così presto

RAVENNA - Saldi invernali, mai così presto. Sabato 2 gennaio, infatti, inizieranno i saldi in Emilia-Romagna. La scelta di iniziare i saldi tale giorno, per la verità, non riguarderà la totalità degli esercizi al dettaglio ma c'è da immaginarsi che molti approfitteranno del primo sabato del mese per iniziare gli sconti. Secondo Confesercenti Ravenna "I saldi continuano a rappresentare una grande opportunità per i consumatori, soprattutto in una situazione di crisi e ristrettezze"

 

"Ci troviamo - si legge in una nota dei commercianti - di fronte ad una maggioranza di consumatori comunque estremamente sensibili al tema della qualità. Poiché la risposta del "low price" non soddisfa questo desiderio di qualità da parte degli italiani, i saldi ancora rappresentano un'ancora di salvezza per oltre 6 italiani su 10, che li aspettano per effettuare gli acquisti più importanti"

 

"Al tempo stesso i saldi (estivi e invernali) rappresentano una quota rilevante - in media il 26% - del fatturato annuo degli esercizi al dettaglio di abbigliamento e calzature. L'avvio dei saldi in Emilia Romagna coincide con il primo sabato del mese e quindi quest'anno da sabato 2 gennaio, giorno da cui possono iniziare, anche se la scelta di farli da subito non riguarderà la totalità degli esercizi al dettaglio. Una partenza così anticipata rispetto agli altri anni, anche se solo di qualche giorno di differenza, non era mai avvenuta".

 

"Si confida - dice ancora Confesercenti - in un avvio più favorevole rispetto all'anno precedente, in particolare nelle città e nelle zone colpite, (come le nostre) nel periodo prenatalizio, da condizioni atmosferiche avverse, che hanno fortemente condizionato gli acquisti e le intenzioni di acquisto. L'avvio dei saldi può rappresentare una importante opportunità in considerazione degli sconti che saranno praticati e della qualità dei prodotti ancora disponibili".

 

Per Roberto Manzoni, Presidente Nazionale della FISMO e Presidente Provinciale della Confesercenti, diventa ora indispensabile, far si che "il periodo di avvio dei saldi venga "uniformato" e valorizzato per garantire ai consumatori e agli stessi imprenditori commerciali maggiori opportunità. La liberalizzazione dei saldi non favorirebbe nessuno e anzi ne decreterebbe la fine".

 

"La Federazione Italiana Moda, Fismo - Confesercenti si sta preparando ai saldi attraverso le offerte dei singoli operatori (che avverranno in tempi diversi) e un codice di comportamento lineare con cui si vuole sottolineare l'impegno degli operatori a sostegno di un rapporto fiduciario con i clienti", di totale trasparenza e al tempo stesso per favorire la riduzione delle rimanenze di fine stagione. Tra le regole che si ricordano, già indicate con l'iniziativa Saldo Amico, anche la sostituzione o riparazione gratuita del bene acquistato in caso di difetto o di rottura, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto in caso di impossibilità della riparazione."

 

"In questo clima generale di flessione delle vendite, si profila sempre di più la figura di un consumatore preparato, attento e rigoroso nelle scelte e che certamente valuta con maggiore attenzione le offerte. Per questo pensiamo che il periodo dei saldi potrebbe essere un buon momento per fare acquisti anche da parte di chi ha dovuto, suo malgrado, essere decisamente più parsimonioso rispetto al periodo natalizio appena trascorso".

 

"FISMO-Confesercenti - si conclude la nota - ha da anni avviato un dibattito con la Regione e con lo stesso Governo chiedendo che venga istituita una data unica di inizio dei saldi a livello nazionale, e la regolamentazione delle vendite promozionali. Ma sul fronte caldo delle richieste su cui la Fismo è impegnata da tempo, ci sono la necessità di arrivare ad una forte regolamentazione del mondo degli outlet (e per stare alla nostra provincia di toglierlo dalla pianificazione) così come una richiesta che si rinnova anche per quanto riguarda le rimanenze di magazzino; un tasto dolente e che richiede una nuova disciplina in grado di valorizzare questa risorsa e non trasformarla in un peso per la categoria".

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