RAVENNA - Sanità, bilancio dell'Ausl: acceso dibattito in Consiglio comunale

RAVENNA - Sanità, bilancio dell'Ausl: acceso dibattito in Consiglio comunale

RAVENNA - Nella seduta di ieri sera il consiglio comunale ha discusso il bilancio di previsione dell’azienda Usl presentato dal direttore Tiziano Carradori. (Sul documento non è prevista la votazione).

Il dibattito è stato introdotto dall’assessore alla sanità Gianluca Dradi che ha dichiarato: E’ un bilancio con perdita quasi dimezzata rispetto al 2006. Un dato che evidenzia un trend positivo delle strategie intraprese negli ultimi due anni tali da collocare Ravenna nella media regionale”. (in allegato relazione Carradori e sintesi dei dati di bilancio).

Al dibattito sono intervenuti:

Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha convenuto sul miglioramento della situazione finanziaria dell'Ausl, riflesso nella sensibile riduzione del deficit e nella compressione dei costi storici. C’è stato anche un certo miglioramento organizzativo, anche se molto è ancora da fare, soprattutto per la riduzione delle liste di attesa delle prestazioni e per la qualità di taluni servizi. La perdita, peraltro, è stata in buona parte ridimensionata attraverso una copertura superiore dei costi a carico dei cittadini, i quali, attraverso i ticket, verseranno nelle casse dell’AUSL 6 milioni di euro in più rispetto al 2006, pari ad aumento del 52,8%, gravando insopportabilmente sui già sofferenti bilanci familiari. Analizzando poi il rapporto fra costi e benefici, Ancisi ha evidenziato una situazione patologica, nel senso che il costo totale del bilancio AUSL per il 2007 è previsto di 687,3 milioni di lire, di cui 594,6, cioè l’86,5%, a carico pubblico, cioè della fiscalità generale. La cartina di tornasole sta nei costi delle analisi, per i quali gli utenti pagano di meno l’intero costo delle prestazioni, più il guadagno della struttura, se si rivolgono ad un laboratorio privato, che il solo pagamento dei ticket se si rivolgono all’AUSL. Ancisi ha poi messo l'accento sulla necessità di ridurre i costi della mobilità passiva, cioè dei cittadini ravennati che si rivolgono a servizi sanitari fuori provincia, e quelli della farmaceutica, che nonostante i ticket si prevede in aumento del 5%. Ha ricordato che occorre trasferire il Sert (tossicodipendenze) di via Rocca ai Fossi in un'altra struttura più idonea nella zona ospedaliera e ha chiesto quale sia il motivo che spinge i ravennati verso il reparto Oncologico di Forlì.

Federico Fronzoni di Lista per Ravenna

Il bilancio da profondo rosso dell’ASL ravennate passa da una perdita netta del Consuntivo 2006 di 53,5 milioni di Euro (45,1 con le sopravvenienze attive) ad una perdita netta di quasi 24 milioni di Euro del Preventivo 2007. Il merito di tale miglioramento è da attribuire ai generosi e volenterosi cittadini-utenti che nel 2007 verseranno più tasse alla Regione E.R., e da questa le risorse andranno all’ASL. Non dimentichiamoci infatti che gli aumenti fiscali da una parte (IRAP e Addizionale Reg.le) e tributari dall’altra (ticket o prelievi similari), hanno compensato e sopravanzato i minori trasferimenti dal Governo attuale alla Regione, sia per risorse ordinarie che per copertura deficit.

Così i 37 milioni di Euro (al netto delle sopravvenienze attive 2006) di maggiori ricavi 2007 rispetto al 2006, possono tranquillamente considerarsi come la ricapitalizzazione degli utenti-soci al patrimonio dell’ASL ed al suo deficit congenito. Una sorta di progressivo testamento fiscale e tributario per le nuove generazioni di pazienti. Se consideriamo infatti che con quello 2007 il deficit cumulato dal 2000 è pari a 243 milioni di Euro, con una quota pro-capite di 695 Euro, si può ben dire come nei confronti di tali gestioni economo-incompatibili gli attuali e prossimi ravennati possano ben guardare con preoccupazione.




ASL RAVENNA



Euro/Milioni





VOCE

CONSUNTIVO 2006

PREVENTIVO 2007

DIFFERENZA





RICAVI TOTALI

664,7

693,8

29,1

A dedurre




SOPRAVVENIENZE ATTIVE 2006

8,2

0,0

-8,2

RICAVI TOTALI OMOGENEI

656,5

693,8

37,3

COSTI TOTALI

710,0

717,6

7,6

UTILE/(PERDITA) NETTA

-53,5

-23,8

29,7





DEFICIT CUMULATO DAL 2000 AL 2007

(Euro/Milioni)

243,3

DEFICIT CUMULATO PRO-CAPITE


(Euro)

695


Nel preventivo 2007 oltretutto non sono ancora contabilizzati i maggiori costi derivanti dalle internalizzazioni di servizi (un brutto ritorno al passato), prima dati in appalto alle coop di servizi o ad altre società, che garantivano flessibilità e che ora costeranno di più all’azienda.

L’utente osserva deficit organizzativi notevoli coniugati con prestazioni mediche di qualità. Non capisce bene come sono attribuite le responsabilità nella gestione delle varie attività, in particolare quelle non strettamente mediche.

Con risultati del genere, affiancati da una bassa propensione alla sussidiarietà e dai perduranti deficit organizzativi e di qualità non imputabili alla classe medica e paramedica, gli azionisti avrebbero da tempo sostituito, e senza premi come purtroppo avviene nella sanità romagnola, la classe politica di riferimento. Da noi purtroppo si salta tale buona pratica, anche se i cittadini, con il loro carico pro-capite, sono sempre meno “pazienti” e sempre più tassati, e nonostante siano edulcorati dallo slogan che va tutto bene, o male che vada che la situazione migliora e c’è chi sta peggio di noi in altre Regioni.


Gianfranco Spadoni (Spadoni per Ravenna)

“La discussione non può a mio parere prescindere da un ragionamento più ampio che coinvolga direttamente la Regione istituzionalmente deputata a definire una cornice di riferimento per le Aziende sanitarie locali. In generale, non si mette in discussione la qualità dei servizi erogati nella regione, ma questo tipo di gestione assunta dall’ente regionale che spesso non ha connotati precisi in ordine alla programmazione e alla preordinazione delle risorse necessarie. Non è pensabile che la risposta faccia sempre riferimento all’accensione di mutui per coperture dei disavanzi delle A. Usl, o ad inasprimenti fiscali e tributari per fronteggiare una spesa frequentemente fuori controllo.

I dati emersi dal previsionale 2007 sono migliorati rispetto al passato; si avvertono segnali chiari e abbastanza confortanti, ma occorre tenere conto come tali risultati siano anche il frutto della leva fiscale azionata dalla Regione e dagli enti locali. Di là dei numeri in senso stretto, credo si debba fare un ragionamento più attento in ordine all’acquisto di servizi sanitari e non sanitari. Per i primi si ritiene inevitabile partire dalla piena valorizzare delle risorse umane interne all’azienda, tenendo aperto il concetto tra pubblico e privato a fronte dell’unicità del tetto di finanziamento. Riaffermare, insomma, la complementarietà fra pubblico e privato e la pari dignità dei ruoli in un sistema integrato in grado di realizzare economie e garantire qualità e tempi certi nell’erogazione dei servizi. Richiamo un altro versante degno – a mio parere – di attenzione: vale a dire la questione della mobilità passiva. Oltre alle tecnologie occorre fare investimenti, su personale per rispondere adeguatamente ad una forte domanda in altro modo costretta a migrare verso altre Azienda sanitarie causando l’inevitabile lievitazione dei costi. Un breve riferimento alla funzione della Conferenza Sanitaria territoriale. Il Consiglio comunale deve svolgere compiutamente il ruolo di indirizzo, non solo perché lo prevede la legge, ma soprattutto per concorrere alle definizioni delle strategie programmatiche del territorio in cui rappresentiamo i cittadini.

Sul piano programmatico desidero richiamare alcune questioni a mio parere di grande importanza:

1 integrazione fra sociale e sanitario anche alla luce dei Lea e di tutti gli strumenti di programmazione territoriale, ma anche in relazione al decollo delle nuove Asp;

2 il ruolo di Area Vasta e della nostra A.Usl in seno a tale dimensione territoriale;

3 Spesa farmaceutica che tende a dilatarsi: quali azioni di prevenzione e di corretta educazione all’uso del farmaco sono stati adottati e quali s’intendono attuare; servono azioni concrete per tenere sotto controllo la spesa;

4 Mobilità passiva, come già accennavo, ancora troppo elevata; produce disagio ed incrementa la spesa pubblica. E’ necessario creare le condizioni perché i nostri ambulatori ed i nostri servizi catalizzino l’utenza la quale tende a migrare verso Cesena, Forlì, Bologna, Ferrara,etc.


A me pare si sia imboccata una linea coraggiosa e per molti aspetti lungimirante su molti fronti per attenuare le criticità che, comunque, non sono scomparse. Basti ricordare, ad esempio le liste d’attesa, l’intensificazione del rapporto con i medici di base, il potenziamento della prevenzione, lo snellimento burocratico e amministrativo, la razionalizzazione della spesa e delle risorse umane, ecc. Da ultimo ricordo alcune questioni importanti: umanizzazione dei servizi socio sanitari;la qualità delle prestazioni; i livelli di sicurezza nell’ambiente sanitario; nuove politiche per affrontare l’emergenza delle terza età.”


Marco Bertozzi di Forza Italia ha criticato l’esiguità del materiale consegnato ai consiglieri “quattro pagine sono poche per contenere i progetti futuri”. Bertozzi ha poi chiesto a Carradori cosa fa l’Ausl a favore delle donne in gravidanza appartenenti a fasce sociali disagiate, e ha auspicato “una riorganizzazione amministrativa che permetta ai medici di essere sgravati da impegni e adempimenti burocratici”. Concludendo ha chiesto come verrà valorizzata la ricerca nella struttura pubblica.


Per Giancarlo Frassineti di Lista per Ravenna “Dal bilancio emerge lo sforzo di contenimento della spesa dopo anni di perdite così come si rileva uno sforzo dei cittadini su cui gravano aumenti fiscali. Sarebbe più opportuno ha aggiunto- procedere con convinzione verso un sistema integrato della sanità, avvalendosi maggiormente delle strutture private accreditate per portare un calo ulteriore nelle liste di attesa e attenuare la mobilità passiva”. Ha chiesto inoltre di distinguere meglio il ruolo amministrativo da quello medico.


Daniele Perini dell’Ulivo

La sanità non può essere giudicata in quanto tale, ma si inserisce in un discorso più ampio a 360 gradi. L’Azienda USL di Ravenna finanzia per il 50% il Consorzio per i servizi sociali. Nei piani della salute si evidenzia come la sanità non sia solo ospedale ma anche prevenzione e attività sociali. Per quanto riguarda gli anziani è stata recentemente creata presso l’ospedale una nuova struttura per la lungodegenza. Questo va nella direzione della tutela della popolazione anziana che nel nostro territorio presenta un’età media più alta rispetto al resto d’Italia. Ciò ha però un costo: basti pensare che nel primo trimestre 2007 sono state erogate dall’AUSL 36 mila prestazioni ambulatoriali su una popolazione di 160 mila abitanti. Quindi un cittadino su quattro ha effettuato una visita specialistica.

L’AUSL è coinvolta anche nel reperimento degli appartamenti per l’emergenza abitativa in quanto compartecipe del budget del Consorzio per i servizi sociali e recentemente si è deciso di acquistare 20 appartamenti proprio da destinare alle famiglie disagiate. Si occupa anche di affitti, di malati psichiatrici, di prevenzione. Nel settore della prevenzione ci sono attualmente progetti che riguardano l’indagine sul cancro del colon, lo screening sulle donne come il pap test e la mammografia, insomma una prevenzione attuata in maniera semplice e sistematica al fine di rendere meglio accessibili questi esami preventivi.

Le opposizioni un po’ di tempo fa chiedevano nuove tecnologie che sono state prontamente installate come le nuove apparecchiature per la TAC, la risonanza magnetica e i nuovi ecografi più avanzati rispetto ai precedenti. Fra qualche tempo sorgerà la nuova palazzina delle emergenze dove sarà situato il pronto soccorso, le sale operatorie, la cardiologia e l’ortopedia. Si chiedeva la riduzione del deficit e delle liste d’attesa e tutto questo è stato fatto.

Per quanto riguarda le liste d’attesa siamo ora nella media dei 60 giorni che è lo stesso tempo di attesa dei cittadini residenti nei primi 15 paesi fondatori della Comunità Europea. Se c’è necessità di una visita urgente o prioritaria la stessa viene eseguita in pochissimo tempo. Nel territorio di Lugo e Faenza le liste d’attesa presentano tempi meno lunghi però i cittadini si rivolgono più spesso a Ravenna e questo ne determina l’allungamento dei tempi di attesa.


Riccardo Pasini dell’Ulivo

La tutela della salute è un fondamentale diritto di ogni individuo e interesse della collettività: questo dice la Costituzione e il compito dell’Azienda Sanitaria è quello di attuare piani d’intervento per produrre risultati positivi. Sono convinto che siano state affrontate a Ravenna, con successo, molte tematiche di riorganizzazione, di modernizzazione strutturale e tecnologica e di economia con risultati positivi e qualitativi che auguriamo anche per il futuro. La riduzione del disavanzo è un esempio di questa affermazione e dell’attuale efficienza.

Voglio, nel merito, riferirmi ad una tematica di grande rilievo, al problema perenne delle PSICHIATRIA. Sappiamo che sono state affrontate problematiche di riorganizzazione alla radice e a breve/medio termine i riscontri dovrebbero essere apprezzabili. Se è vero che nella nostra Provincia 5000 persone sono interessate a cure di carattere psichiatrico, significa che nel nostro sistema sociale ci troviamo di fronte ad un fenomeno preoccupante verso il quale l’attenzione e gli interventi devono essere sempre al massimo livello.

Noi riteniamo che per affrontare le problematiche varie e complesse occorre mettere in campo interventi efficienti ed efficaci e soprattutto c’è bisogno di comunicazione e collaborazione fra medici di base, professionisti, l’A.U.S.L. ed il Consorzio dei Servizi Sociali.

Questa malattia verrà affrontata in maniera più integrata e responsabile non abbandonando i pazienti e le famiglie a se stessi. La seconda considerazione, nel merito del documento sulle previsioni economiche sul 2007, riguarda l’andamento della spesa farmaceutica che sta registrando un decremento superiore al 5% rispetto al corrispondente periodo del 2006. In questo settore anche all’esterno dell’A.U.S.L. si registra una positività che deriva dall’aumento delle prescrizioni e quindi di acquisto dei farmaci generici. Il merito va indirizzato anche ai medici di base ed alle Farmacie che informano e creano più vantaggi ai cittadini piuttosto che alle Case Farmaceutiche produttrici. L’ultima considerazione, a mio avviso, la più importante, riguarda il FATTORE UMANO, nell’organizzazione dell’Azienda ravennate.

Faccio un esempio: si possono acquistare macchinari ultimo modello e ad alta tecnologia (come un’ apparecchiatura per la R.M.), ma se il personale che l’utilizza non è istruito e motivato, non si otterrà mai il massimo dei risultati previsti. Chi opera nel circuito sanitario,a qualsiasi livello, deve essere motivato, professionalmente aggiornato ed adeguatamente gratificato. Si tratta di non prescindere da quei concetti elementari di “comunicazione” nell’ambito della “ qualità totale”, che affermano che il successo di una o in una organizzazione è misurato e quindi direttamente proporzionale al feed-back del consenso che si riceve.


Gianluca Palazzetti di An ha dichiarato che “la soluzione ideale è l’integrazione fra pubblico e privato. A giudizio degli utenti la nostra sanità non si può dire che sia ‘rose e fiori’, seppur compatibile con la media nazionale”. In merito alle liste d’attesa Palazzetti, ricordando che l’ex Ministro Storace indicava il ricorso ai privati qualora il Ssn non fosse in grado di corrispondere la prestazione nei tempi prestabiliti, ha dichiarato che questo era un sistema valido per contribuire alla riduzione delle liste d’attesa.


Alberto Fussi del Pri

Ho ascoltato con attenzione e interesse l’articolata ed esaustiva relazione del Dr. Carradori sulle previsioni economiche per l’esercizio 2007 della AUSL e con soddisfazione ne apprezzo le conclusioni che si dimostrano positive dal punto di vista dei risultati economici e di bilancio.

Alcune considerazioni dovrei farle per quel che riguarda lo spinoso problema delle liste d’attesa.

E’ innegabile che le liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici minori sono diminuite, ma ancora esistono quelle per interventi chirurgici per patologie non urgenti (ernie,varici, interv. Ortopedici, calcoli della colecisti, interv. Oculistici e ORL) e su queste bisogna intervenire in maniera realistica con le risorse che abbiamo a disposizione e con quelle che si potranno avere, nel tentativo, peraltro non facile, di migliorare la situazione e su questo problema, che è stato poco fa sottolineato anche dal Direttore, si sta lavorando col recupero di fondi prima destinati ad altri fruitori. In tutto il lavoro per far quadrare i conti (ed il risultato finora ottenuto è senz’altro encomiabile), ritengo comunque importante, e forse superfluo, sottolineare che in ogni caso bisogna cercare di garantire sempre ai pazienti la qualità e le cure necessarie appropriate (costi quel che costi!!). Certamente la sanità è una materia molto difficile, composita e complessa, che presenta problematiche per le quali nessuno ha la soluzione in tasca, pertanto per la loro risoluzione è necessario l’apporto di tutti gli operatori, dal Direttore all’infermiere, proprio perché la salute è un bene e un diritto di tutti i cittadini.

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Eugenio Costa di Forza Italia prendendo spunto dai dati riferiti ad un sondaggio della regione Emilia Romagna sul gradimento dei servizi sanitari ravennati ha evidenziato diversi giudizi negativi sulla qualità: “In merito ai tiket e ai costi delle visite ospedaliere, che in molti casi costano meno nel privato, in Regione ci sono stati 14 elogi e 1572 reclami”. Hai poi affrontato il tema della salute mentale “ci sono tante lettere di protesta da parte delle famiglie sul servizio di psichiatria. Per alcuni servizi i tempi di attesa sono ancora troppo lunghi come riconosciuto dallo stesso Carradori e le lamentele a livello regionale sono state 1699 contro soltanto 5 elogi. Sul clima aziendale: “ci sono problemi con i medici relativamente ai tempi stabiliti per le prestazioni tanto è vero che il segretario nazionale federazione medici Uil ha paragonato i tempi stabiliti dell’azienda per ogni visita, 15 minuti, con il tempo al tempo impiegato per il cambio di un pneumatico. Inoltre in certi casi non viene pagato lo straordinario e tutto questo cozza con l’esigenza di qualità che il servizio sanitario richiede e aumenta il rischio di errori da parte del personale medico sovraccaricato”.


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