Ravenna, sciopero Cgil. Fiammenghi (Pd): "Condivido le motivazioni"

Ravenna, sciopero Cgil. Fiammenghi (Pd): "Condivido le motivazioni"

RAVENNA - "Gli effetti della crisi economica sono sotto gli occhi di tutti: in tre anni, solo nella nostra provincia, si sono persi 1700 posti lavoro. Il governo non attua alcuna politica di rilancio concreta (e non fatta di fuochi d'artificio pre-elettorali), non sostiene imprese, lavoratori, famiglie e pensionati in questa fase assai difficile. L'esecutivo punta esclusivamente a tagliare risorse alla scuola, all'università, agli Enti locali. Per tutti questi motivi condivido le motivazioni che sono alla base dello sciopero indetto per domani alla Cgil". Così il consigliere regionale PD, Miro Fiammenghi, sottoscrive la preoccupazione della Cgil in merito alla situazione economica e le motivazioni che hanno portato allo sciopero.

 

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"Il governo sblocchi i fondi per le infrastrutture che Ravenna attende da tempo - aggiunge Fiammenghi - a partire dai 70 milioni per l'approfondimento dei fondali portuali e i 20 per la Cittadella della nautica. Sarebbero un volano importante per l'economia locale. Ai posti di lavoro già persi dobbiamo purtroppo aggiungere i lavoratori in cassa integrazione e i contratti a termine non rinnovati e il precariato crescente. Senza una politica industriale che punti su ricerca e innovazione, il Paese non avrà futuro. Purtroppo non lo avranno le nuove generazioni sulle quali peserà l'irresponsabiltà di questo governo, più interessato a dividere il sindacato che a proporre misure di sostegno e rilancio dell'economia. Tutto il welfare pesa sugli enti locali (peraltro strozzati dal patto di stabilità), senza i quali la disperazione delle famiglie colpite nel lavoro non troverebbe alcuna forma di aiuto.  Noi non intendiamo assistere passivamente a questa china, chiediamo con forza un piano di rilancio, che tenga conto peraltro delle indicazioni più volte fornite anche dal PD, oltre che dal sindacato".

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