Ravenna, scuola: costituito il coordinamento dei lavoratori precari

Ravenna, scuola: costituito il coordinamento dei lavoratori precari

RAVENNA - Si è formalmente costituito il coordinamento dei lavoratori precari della Flc Cgil di Ravenna che ha eletto, come coordinatore,  Edmondo Febbrari docente di sostegno della scuola secondaria di 2° grado. Sono stati eletti inoltre, come vice coordinatori, Silvia Bugnoli, Fabio D'Accampo, Marcella D'Angelo e Grazia Parisi, in rappresentanza delle varie professionalità esistenti nel variegato mondo della scuola.


Il coordinamento fortemente voluto dalla Flc Cgil, al punto da inserirlo tra i propri organi statutari, vuole rappresentare una struttura di riferimento per tutti i lavoratori precari della conoscenza.


"Ci aspetta un compito difficile ed impegnativo - hanno dichiarato i lavoratori dopo la nomina - in un contesto fortemente inconsapevole delle difficoltà reali che sta attraversando la Scuola in questo momento e che colpisce in primo luogo noi precari. Ma questo è anche il momento per ottimizzare le risorse e dare voce al forte disagio che stiamo vivendo".


 "Sono davvero soddisfatta - afferma Valeria Monti, segretaria provinciale della Flc di Ravenna - perché il gruppo che si è appena costituito rappresenta una importante risorsa per la Flc tutta. L'obiettivo prioritario è quello di costituire una rete capillare sul territorio nazionale per mantenere viva l'attenzione su un tema - quello della lotta al precariato -, simbolo di una società che non riesce a dare futuro ai propri giovani e a questo Paese".


"Il fenomeno del precariato oggi riguarda il 30 per cento dei lavoratori della scuola e, in prospettiva, non potrà che aumentare. Tale situazione, oltre al disagio per i lavoratori, crea un pesante impoverimento dell'offerta formativa, impedendo la continuità didattica anche nei confronti degli studenti più deboli - come i ragazzi diversamente abili - che, di anno in anno, vedono cambiare le loro figure di riferimento".


"Ecco perché la Flc - conclude Valeria Monti - ha deciso di mettere tra le priorità della mobilitazione del mondo della conoscenza il nodo del precariato, perché un Paese che non investe sul futuro non può che accentuare il proprio declino"

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