Ravenna, scuola. Giovani Democratici: "Si trovano i soldi solo per quelle cattoliche"

Ravenna, scuola. Giovani Democratici: "Si trovano i soldi solo per quelle cattoliche"

È di ieri la notizia secondo la quale il ministro dell'economia Giulio Tremonti è riuscito a trovare fondi per 200 milioni all'anno per il prossimo triennio a sostegno delle scuole paritarie cattoliche, in controtendenza con quanto sta accadendo al sistema scolastico pubblico.

 

Nella sola provincia di Ravenna a fronte di un aumento di oltre 900 studenti vi sono stati tagli per 102 docenti e questo ha generato gravi problemi alle scuole statali, coperti per ora dal lavoro delle amministrazioni locali e regionali. Non è facile spiegarsi come, a livello nazionale, si possa scegliere di sovvenzionare istituti privati mentre si smantellano gli analoghi del settore pubblico.

 

A Ravenna, nella scuola primaria (elementari), nonostante gli sforzi profusi, 6 classi a tempo pieno non sono state create, in molte scuole secondarie di primo grado (medie) si sono iniziate le lezioni con 28 alunni per classe per insufficienza di organico. La scuola secondaria di secondo grado (superiore) è stata quella più colpita dai tagli con 67 docenti in meno solo nella nostra provincia, con conseguenti disagi.

Disagi anche per i disabili con 58 insegnati di sostegno che non sono in organico, pari al 11% in meno di quelli che servirebbero.

 

"Questa è l'ennesima dimostrazione che se a Ravenna non c'è stato un collasso del sistema è solo grazie al buon lavoro delle amministrazioni locali - afferma Dario Biolcati Rinaldi, segretario comunale dei GD - non solo nel nostro territorio, ma in tutta Italia si vivono simili condizioni. Il governo si fa beffa dei bisogni dei cittadini prima dicendo che sulla scuola si spende troppo, cosa non vera, poi rinnovando aiuti statali ad istituti privati.

Il nostro non è assolutamente un attacco alle scuole cattoliche in quanto tali, tutt'altro. La nostra critica ha origine da un semplice concetto: i servizi pubblici fondamentali, come appunto la scuola, devono poter essere goduti da tutti, senza possibilità di escludere chi non è in grado di pagare."

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