Ravenna, scuola. Gli insegnanti: "Trecento posti persi in due anni"

Ravenna, scuola. Gli insegnanti: "Trecento posti persi in due anni"

Ravenna, scuola. Gli insegnanti: "Trecento posti persi in due anni"

RAVENNA - "Sono stati pubblicati i primi dati delle cattedre per i supplenti e tutte le nostre più pessimistiche previsioni sono state confermate. Adesso ne siamo certi, una volta eravamo precari, oggi siamo disoccupati!". E' l'ennesimo grido d'allarme lanciato dal Coordinamento Precari Scuola Ravenna, che sottolineano: "Mancano all'appello circa 150 cattedre. In due anni i posti persi sono stati quasi 300. Il nostro futuro e quello delle nostre famiglie è nerissimo e il 2011 porterà in dote altrettanti tagli".

 

"A 40 anni e più - è il grido di disperazione dei precari - veniamo letteralmente sbattuti fuori dalla porta per ritrovarci in mezzo alla strada. Allo stesso tempo le assunzioni hanno riguardato solo 26 docenti per le scuole di ogni ordine e grado, una vera e ridicola miseria che si aggiunge a quella dell'anno scorso. Per capire il dramma dei tagli basta pensare che nel 2008, con il precedente governo di centrosinistra, le immissioni in ruolo nella nostra provincia erano state ben 208!"

 

"Numeri - si legge nella nota - che fanno capire la gravità dei tagli operati dalla mannaia di questo Malgoverno.  Di fronte a questo massacro dei lavoratori precari della scuola la Uil di Ravenna ha espresso una relativa soddisfazione sull'organico. Siamo indignati e disgustati da tali affermazioni. Sono parole che, dal nostro punto di vista, ignorano completamente la realtà dei lavoratori che il sindacato, assieme agli studenti e alle famiglie, dovrebbe sempre difendere. Invitiamo chi si interessa di scuola ad evitare affermazioni che offendono i lavoratori ed ignorano i loro problemi. Avere più insegnanti non significa soltanto fare lavorare personale sfruttato da anni, ma anche garantire un servizio migliore: tempo pieno, classi meno affollate, insegnanti di sostegno per i diversamente abili, personale per la pulizia e la sicurezza nelle scuole, ecc".

 

"Mancano ancora 58 docenti per gli alunni diversamente abili ai quali non sarà garantita la piena integrazione e il diritto allo studio. Circa 11 classi non avranno il tempo pieno e ci chiediamo chi si occuperà di questi bambini mentre i genitori sono al lavoro. E quale sarà il futuro del paese se l'educazione e la formazione delle nuove generazioni sono compromesse dai tagli? Non possiamo permetterci di arretrare nei confronti degli altri paesi. Chiediamo invece a tutti quelli che hanno veramente a cuore la scuola pubblica e il diritto al lavoro di sostenere la manifestazione che si terrà giovedì 26 agosto alle ore 9 davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale di Ravenna in via Sant'Agata 22".

 

"I partiti, le associazioni, i sindacati, le famiglie e i singoli lavoratori della scuola devono unirsi nella lotta e opporsi a questo massacro sociale e di qualità del servizio pubblico.  In particolare chiediamo a tutto il personale della scuola di non mancare all'appuntamento perché cercheremo di gettare le prime basi di un Coordinamento tra tutte le scuole della Provincia. Il Coordinamento Precari Scuola Ravenna riprenderà la sua lotta fino al ritiro dei tagli.  Cogliamo infine l'occasione per ringraziare fin da ora il Partito della Rifondazione Comunista, il Popolo Viola di Ravenna e Ravenna Punto a Capo per avere aderito al sit-in".

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