Ravenna, scuola. Matteucci: "Ecco i gravi danni del governo Berlusconi"

Ravenna, scuola. Matteucci: "Ecco i gravi danni del governo Berlusconi"

Ravenna, scuola. Matteucci: "Ecco i gravi danni del governo Berlusconi"

RAVENNA - "Come denunciamo da mesi, l'apertura del nuovo anno scolastico presenta un quadro molto preoccupante, a causa delle scelte politiche del governo Berlusconi, del ministro Gelmini e del ministro Tremonti. Il 14 settembre il nuovo anno scolastico avrà inizio con poche certezze e tantissime incognite. Molte e diffuse su tutto il sistema le carenze, soprattutto di personale". Lo hanno detto il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, e l'assessore alle politiche scolastiche Elettra Stamboulis.

 

"Nessuna insegnante per la scuola dell'infanzia (3 - 6 anni), a fronte di una lista d'attesa di almeno 75 bambini. La nuova scuola in via Landoni realizzata dal Comune rischia quindi di rimanere vuota.

Ma non sono solo questi gli insegnanti che mancano all'appello".

 

"A fronte di 570 posti di personale docente richiesti dall'Ufficio Scolastico della Regione Emilia Romagna al Ministro della Pubblica Istruzione - dicono - da Roma sono stati dati solo 91 posti per far fronte alle necessità di tutte le province della nostra regione. A Ravenna arrivano solamente 12 posti, mentre ne erano stati chiesti 67. Quindi mancano in totale 55 insegnanti. E tali richieste erano state avanzate tenendo conto dei nuovi numeri di studenti per classe, che raggiungono anche le 33 unità alle Superiori".

 

"Con un contingente così limitato di insegnanti non sarà facile per l'Ufficio Scolastico decidere quali priorità privilegiare: il tempo scuola richiesto dalle famiglie, il tempo prolungato nelle classi prime della scuola media, i corsi serali degli istituti superiori, i Centri Territoriali permanenti o l'indirizzo musicale tagliato alla Scuola media Don Minzoni? Inoltre per quanto riguarda il personale Amministrativo Tecnico ed Ausiliario va sottolineato che ha subito una riduzione del 17%. Ci sono scuole che, per effetto dei nuovi meccanicismi introdotti, si sono viste tagliare il personale ausiliario (bidelli) fino a 4 unità. Si mette in questo modo a rischio la sorveglianza e l'assistenza dei minori, in particolare nella fascia delle elementari e della scuola dell'infanzia."

 

"Il cuore della scuola sono gli insegnanti: è chiaro che privare di questo fondamentale strumento l'istruzione significa semplicemente non farla funzionare. Bisogna fare scelte chiare: quantità e qualità della docenza. La chiusura delle Scuole di Specializzazione per insegnanti e la non indizione di un concorso ordinario sono atti mancati gravi da parte del Ministero" sostengono Stamboulis e Matteucci.

 

"Facciamo presente inoltre che dalla ricerca della Fondazione Agnelli, la nostra Regione e gli enti locali sono i più impegnati sul fronte dell'impegno economico per sostenere la scuola pubblica. Questo fa sì che un allievo in questa Regione costi allo Stato la metà di quanto costa in altre Regioni. Anche questi parametri andrebbero analizzati quando si vogliono fare delle operazioni di economia".

 

"Questo è il quadro dei problemi - chiudono sindaco e assessore - Come si può vedere, siamo davanti a un duro colpo all'offerta formativa e a un danno enorme per centinaia di famiglie. Altro che chiacchiere su grembiulini e voto in condotta. La scelta politica del governo Berlusconi è quella del taglio scriteriato delle risorse per la scuola. Con questo a dir poco miope modo di agire non ci si limita a penalizzare oggi i bambini e le loro famiglie, ma si minano le fondamenta della crescita del Paese, perché una formazione di qualità è uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo di una nazione. Ma di questo ci si ricorda solo a parole".

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