Ravenna, secondo parere. Il direttore dell'Ausl Carradori tira dritto

Ravenna, secondo parere. Il direttore dell'Ausl Carradori tira dritto

Ravenna, secondo parere. Il direttore dell'Ausl Carradori tira dritto

RAVENNA - "Non mi si puo' chiedere di bloccare una cosa che e' pienamente legittima e trasparente, che tutela i  diritti del paziente, che migliora l'equita' nelle opportunita' dei cittadini. Una cosa che, diciamolo, evita di far sborsare anche migliaia di euro per un consulto". Ne e' convinto il direttore generale dell'Ausl di Ravenna, Tiziano Carradori, che ha difeso la sua scelta dopo l'intervento della Federazione regionale degli Ordini dei medici contro il "secondo parere".

 

"La medicina non e' infallibile- ribadisce- e che l'errore sia non solo possibile, ma quasi una costante, non lo dico io: i rischi sono documentati". Per questo motivo, l'Ausl della citta' bizantina ha deciso di finanziare i 'secondi pareri', stilando assieme ai medici una lista di specialisti della Regione (quindi pubblici) a cui un paziente affetto da determinate patologie gravi (tra cui le neuro lesioni, tumori alla mammella, al colon-retto e sarcomi) si puo' rivolgere senza dover pagare le spese della visita.

 

Poi, nel caso in cui i due pareri fossero contrastanti, "sara' il cittadino a decidere dove farsi curare", precisa il direttore, e sottolinea il fatto che "non c'e' nessun obbligo di richiesta di secondo parere", come invece scrive la Frer nel comunicato: "Se parliamo di diritti sarebbe strano parlare di obblighi. Dev'essere un refuso o un errore".

 

Tra le  altre cose, Carradori fa sapere che "e' un anno che lavoriamo a questo progetto: abbiamo consultato la letteratura internazionale, l'ho fatto discutere al collegio di direzione, abbiamo consultato l'Ordine dei medici di Ravenna che non ha mosso obiezioni". Ora, spiega il direttore, "fa parte del Piano attuativo locale ed e' diventato uno degli obiettivi del mio mandato di direttore, quindi per me e' un obbligo programmatico da assolvere".

 

Tuttavia Carradori e' pronto a confrontarsi con la Federazione degli ordini dei medici nell'incontro del prossimo 5 febbraio. "I suggerimenti per il miglioramento sono sempre bene accetti, ma come ho gia' detto al presidente della Federazione, non possono chiedermi di bloccare questo progetto", dice.

 

E la presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, Emanuela Giangrandi, e' ancora piu' netta: "Non solo difendiamo questo progetto, ma ne siamo convinti. Qui si tratta di trasformare il lusso in un diritto", afferma. Infatti e' inutile nascondersi che, di fronte a malattie gravi, "tutti quelli che, per condizioni economiche o estrazione sociale, possono permettersi un secondo consulto lo vanno a fare. Ecco, il nostro progetto trasforma questa opportunita' in un diritto".

 

Inoltre, "siamo contenti che le obiezioni non siano arrivate dall'Ordine dei medici di Ravenna, con i quali ci siamo confrontati", aggiunge Giangrandi. "Spero che la migliore  conoscenza del progetto possa far andare oltre certe resistenze che mi sembrano un po' corporative", conclude. (Dire)

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