Ravenna, secondo parere. Insorge l'ordine dei medici

Ravenna, secondo parere. Insorge l'ordine dei medici

Ravenna, secondo parere. Insorge l'ordine dei medici

RAVENNA - L'Ausl di Ravenna ha deciso di dare l'opportunita' ai pazienti affetti da patologie gravi di chiedere un secondo parere ad un specialista, pagando le spese della visita. Ma secondo la Federazione degli ordini dei medici dell'Emilia-Romagna, si tratterebbe di un vero e proprio "atto di sfiducia" nei confronti dei medici che formulano la prima diagnosi: una scelta che "ingenera dubbi nel cittadino" e che crea agli occhi dei pazienti una sorta di classifica di medici 'di serie A' (gli specialisti del secondo parere) e medici di 'serie B'.

 

Con questo sistema, il rischio, secondo la Federazione dei camici bianchi, e' che si verifichino "palesi violazioni delle norme deontologiche". Dal progetto 'seconda opinione', infatti, "trasparirebbe che l'errore del medico di prima istanza non solo sia possibile, ma ritenuto di sistema, al punto da imporre l'obbligo del ricorso ad un secondo parere", scrive in un comunicato la Federazione degli Ordini dei medici.

 

Nel modo in cui l'Azienda sanitaria ravennate (prima in Italia) ha posto la questione, infatti, "i medici del secondo livello o parere (anche se si ritiene che cio' non sia nelle intenzioni dell'estensore del progetto), finirebbero con l'apparire agli occhi del cittadino come veri e propri giudici dei medici che per primi hanno espresso valutazioni cliniche- scrive la Federazione- sarebbero cioe' considerati come i sicuri esperti cui viene affidato il compito di correggere gli errori commessi dai primi medici".

 

E tutto cio', spiegano, "non potra' non apparire quale chiaro atto di sfiducia verso le strutture e gli stessi medici del sistema sanitario regionale". Quindi, "gli Ordini regionali si augurano di non dover essere messi nella spiacevole condizione di intervenire sui propri iscritti, qualora si dovessero verificare palesi violazioni delle norme deontologiche in fase di applicazione del progetto, che se non modificato, potrebbero derivarne", e chiedono al direttore generale dell'Ausl di Ravenna, Tiziano Carradori un "incontro urgente" (fissato per il prossimo 5 febbraio).

 

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"La Frer, in virtu' proprio del dovere di vigilanza, ritiene doveroso invitare Carradori a un incontro urgente per valutare attentamente l'attuazione del progetto- conclude la nota- dando la propria disponibilita' a collaborare alla sua rielaborazione, affinche' questo possa essere sicuramente incanalato verso il perseguimento di quei fini di beneficialita' insiti nei propositi del Pal, e allo stesso tempo salvaguardare il rapporto di fiducia medico-paziente". (Dire)

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