RAVENNA - Sicurezza, Giangrandi risponde sulla formazione dei volontari

RAVENNA - Sicurezza, Giangrandi risponde sulla formazione dei volontari

RAVENNA - Il presidente della Provincia, Francesco Giangrandi, ha risposto a un’interrogazione (allegata) presentata dal consigliere Francesco Villa (FI) riguardante i cosiddetti volontari per la sicurezza.


“Istituire un corpo di volontari per la sicurezza non avrebbe l’effetto di aumentare la percezione della sicurezza. Al contrario, i nostri cittadini di fronte a una scelta di questo tipo comincerebbero davvero ad essere convinti che si sta vivendo in zone ad alto rischio” ha risposto Giangrandi.

“La nostra comunità è diversa da quelle delle città del nord est. Non migliore, ma diversa. Da noi, vi è un’alta fiducia nelle forze dell’ordine, nel lavoro quotidiano di polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani: fiducia che l’istituzione di volontari verrebbe comunque a incrinare. Siamo una terra che non vuole avere paura. Perché la paura di subire un crimine genera a sua volta altri crimini”.


“Se pensiamo di allontanare la paura con qualche dilettante che va in giro armato per strada, abbiamo perso il senso di cosa significhi essere liberi, di quali sono i punti fermi della nostra civiltà.

La creazione di una forza di volontari risponde forse alla voglia di perdere il primato delle nostre città per quanto riguarda i crimini, così come viene riportato ogni anno dalle analisi sulla qualità della vita. Ma quelle stesse analisi pongono la nostra provincia tra le prime in classifica per la qualità della vita, e l’alto numero di reati registrati dalle nostre parti deriva dal fatto, banale ma che si tende a dimenticare, che il senso civico da queste parti ci porta a denunciare ogni reato che subiamo. Così non succede altrove. Altrove non si denunciano tutti i reati, purtroppo.

La nostra è una società avanzata, moderna e ricca che affronta i problemi con le armi della civiltà, con il cervello e non con la pancia. Che non ha bisogno di più armi ma di più partecipazione, di fermezza e di incentivare l’educazione ai diritti di tutti e di ciascuno”.


“La mia interpellanza – ha replicato Villa – era volta a cercare una collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. Volontari disarmati, in buona salute, con la fedina penale pulita, possono dare un aiuto concreto alla sicurezza del nostro territorio.

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Un sondaggio su un sito internet afferma che l’80% dei faentini è favorevole a un corpo di volontari per la sicurezza e che il 40% vorrebbe farne parte. Chiedo pertanto che venga presa in seria considerazione la formazione di gruppi di volontari per la sicurezza. Essi, a titolo quasi gratuito, possono essere un buon deterrente in mano alle pubbliche amministrazioni contro la criminalità”.

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