Ravenna: sospetta tubercolosi polmonare per operatore casa Garibaldi

Ravenna: sospetta tubercolosi polmonare per operatore casa Garibaldi

Ravenna: sospetta tubercolosi polmonare per operatore casa Garibaldi

RAVENNA - Una operatrice dipendente della cooperativa Asscor, in servizio alla casa protetta Garibaldi di Ravenna, è risultato affetto da sospetta tubercolosi polmonare ed è attualmente ricoverato all'ospedale civile di Ravenna dove sta eseguendo specifiche terapie. Lo rende noto il servizio di Igiene Pubblica dell'Ausl di Ravenna, che ha informato l'Azienda servizi alla persona. L'Asp ha immediatamente contattato i familiari ospiti della casa protetta e gli operatori.

 

La persona ammalata è ricoverata dal 13 aprile scorso nel reparto malattie infettive dell'Ospedale di Ravenna dove sta ricevendo le terapie specifiche e risulta in discrete condizioni. Dall'inchiesta epidemiologica è risultato che la persona svolgeva la propria attività lavorativa presso una Casa Protetta per anziani del Comune di Ravenna, pertanto su questa struttura si è appuntata prioritariamente l'attenzione in questa prima fase.

 

La tubercolosi è una malattia che si trasmette per via respiratoria; la probabilità di acquisire l'infezione dipende soprattutto dalla quantità e dalla virulenza dei bacilli trasmessi dall'ammalato e dal contatto più o meno ravvicinato. La malattia è curabile farmacologicamente; i farmaci sono efficaci non solo nel contrastare la malattia, ma anche nel prevenirla, qualora si fosse verificata un'infezione ancora in fase asintomatica.

 

Uno dei capisaldi delle misure di prevenzione della malattia è quindi quella di identificare e trattare prontamente le infezioni tubercolari latenti acquisite da persone che sono venute a stretto contatto con  un ammalato, intendendo per contatto stretto l'aver condiviso lo stesso spazio confinato per numerose ore al giorno e per più giorni. L'attività di prevenzione si basa principalmente sull'esecuzione di test diagnostici ai contatti stretti e sull' eventuale trattamento farmacologico preventivo di coloro che dovessero risultare contagiati.

 

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In questa prima fase sono stati individuati come contatti stretti, da sottoporre a test diagnostici, oltre ai conviventi, gli Ospiti dei reparti della casa protetta ove la persona ammalata ha prestato servizio ed i suoi compagni di lavoro. Il servizio Igiene pubblica ha predisposto una nota informativa sulla malattia,  destinata ai familiari degli anziani ospitati nella Casa Protetta e al personale operante nella struttura e,  medici e assistenti Sanitarie hanno partecipato ad un incontro informativo per illustrare l'accaduto e rispondere alle domande dei partecipanti.

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