Ravenna, Spadoni (LpR): "Centro iperbarico irraggiungibile"

Ravenna, Spadoni (LpR): "Centro iperbarico irraggiungibile"

Ravenna, Spadoni (LpR): "Centro iperbarico irraggiungibile"

RAVENNA - "Come noto, il Centro iperbarico di Ravenna rappresenta una delle più prestigiose strutture specializzate in ossigeno-terapia iperbarica impiegate per numerose patologie severe tra cui le cure delle ferite difficili, nelle gravi insufficienze vascolari acute e croniche, nelle infezioni. Tuttavia, corre il rischio di rappresentare, in qualche modo, una cattedrale nel deserto". L'allarme viene lanciato dal consigliere comunale di Lista per Ravenna, Gianfranco Spadoni.

 

"Questo centro rinomato ben oltre i confini provinciali e regionali, dispone di servizi cui accedono molti pazienti che alla fine della loro terapia ottengono risultati di guarigione statisticamente molto positivi. La struttura in oggetto in altri termini è un esempio di concreta integrazione e di complementarietà con i servizi delle aziende sanitarie locali per la realizzazione di protocolli e di attività condivise che producono risultati davvero proficui. Il Centro iperbarico, tuttavia, corre il rischio di rappresentare, in qualche modo, una cattedrale nel deserto, a causa della sua ubicazione scollegata con i punti strategici offerti dal servizio di trasporto pubblico".

 

"Non esiste, infatti, un autobus che arrivi all'altezza di questa struttura sanitaria e, addirittura, la fermata più vicina, dista un paio di chilometri - continua Spadoni - Una distanza troppo elevata da raggiungere, specie se tale percorso è da fare a piedi! Basti pensare ai numerosi anziani, alle persone non autosufficienti e ai molti pazienti affetti da seri problemi di deambulazione o impossibilitati a trasferirsi con la propria auto, per capire l'enorme disagio provocato, appunto, dall'assenza di collegamenti stabili con mezzi pubblici. Addirittura chi arriva da fuori città alla stazione può utilizzare l'autobus sino alla circonvallazione (con fermata vicino a un certo commerciale), ma poi le persone sono costrette a scendere per percorrere a piedi il lungo tragitto molto trafficato anche da mezzi pesanti e, oltretutto, in un tratto viario privo di marciapiedi e di percorsi protetti. Una situazione paradossale e gravemente offensiva nei confronti delle persone più deboli e malate, rispetto alle quali servirebbe, invece, una maggiore sensibilità oltre a gesti di concreta attenzione".

 

"Alla luce di quanto esposto si chiede al Sindaco - conclude Spadoni - di intervenire sulla società dei trasporti pubblici locali affinché la stessa ricerchi una rapida soluzione atta a risolvere responsabilmente la citata questione. Nel merito, infatti, sarebbe sufficiente assicurare un paio di corse nell'arco della mattina e altrettante nel pomeriggio, allungando di poco il tragitto dell'autobus nella direzione interessata e a costi molto contenuti. Chiedo, dunque, un interessamento diretto del Primo cittadino e una risposta scritta preferibilmente corredata da uno studio di fattibilità e dai pareri dell'Azienda dei trasporti pubblici di cui il Comune, tra l' altro, rappresenta il socio principale".

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