Ravenna, Spadoni: "Ordinanze del sindaco con fondamenta deboli"

Ravenna, Spadoni: "Ordinanze del sindaco con fondamenta deboli"

Come ho già avuto modo di affermare, le ordinanze emesse dal sindaco  Fabrizio Matteucci sugli  eccessi e sulle situazioni di sballo mi trovano in larga parte in sintonia soprattutto, quando i provvedimenti sono  tesi al recupero dei valori e tendono a disciplinare meglio la vita civile e di sicurezza del nostro territorio. I livelli di alcolismo diffuso fra i giovani e le conseguenti cause umane, sanitarie e  sociali prodotte a seguito  dell'abuso di alcolici e di sostanze stupefacenti, richiedono, senza dubbio, sforzi immani dai quali nessuno di noi, a cominciare dalle  famiglie, dai pubblici amministratori, dagli educatori scolastici e dagli enti preposti sino ad arrivare all'associazionismo, può chiamarsi fuori. Così pure lo sfruttamento dei bambini o delle donne  esigono un forte impegno anche da parte  di chi amministra il territorio, poiché tali  temi sociali e di tutela del benessere fisico  e della salute umana, ovviamente, sono al primo posto rispetto a tutto il resto.

 

        Ciò premesso, ritengo, tuttavia, di nutrire qualche perplessità prendendo  ovviamente le distanze da posizioni  più estreme avanzate in questi periodi sia dai Radicali, sia da alcune forze di sinistra. La mia posizione si può riassumere con alcune brevi considerazioni che attengono l'impalcatura generale alla base dei provvedimenti del Sindaco. Nello specifico, infatti, mi  pare manchi l'ossatura di fondo e si  sia costruito un edificio dalle fondamenta debolissime che, alla fine, comprometterà l'attività  lodevolmente intrapresa dal primo cittadino. Manca un progetto complessivo alla base dei provvedimenti in discussione, le cui caratteristiche devono mettere in chiara luce gli obiettivi, i mezzi e le finalità: ingredienti essenziali per una progettazione concreta,  credibile ed efficace. 

 

Nelle disposizioni comunali si punta  prevalentemente sulla repressione e sulle pene pecuniarie, trascurando tutta la parte fondamentale sulla quale si dovrebbe basare, invece,  la filosofia delle ordinanze stesse: vale a dire l'informazione capillare e la prevenzione. In altri termini si corre il forte rischio di vanificare ogni provvedimento se non si attiva una serie di azioni finalizzate ad impedire o a ridurre il rischio  attraverso una rete di prevenzione coordinata ed estesa a tutti i soggetti chiamati ad erogare non solo servizi, seppure molto apprezzabili ed utili ma tutta una cornice di azioni e di attività di taglio educativo e di prevenzione. Sono pressoché  assenti i principi cardine della pedagogia estesa a tutti i livelli, come metodo imprescindibile dell'educazione mirante a determinare i fini del processo educativo ed i relativi  modi più consoni per conseguirli. Le ordinanze rischiano il flop  se non si arricchiscono di contenuti e di azioni a più largo spettro, con il pericolo, oltretutto, di vanificare l'attività intrapresa e di non essere più attendibili. Si lavori, dunque, anche sotto questo aspetto se si vogliono perseguire obiettivi in larga parte condivisibili.

 

Gianfranco Spadoni
consigliere comunale            

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